Anno 1970

1970

Indagine su un cittadino
al di sopra di ogni sospetto      1970

Regia: Elio Petri
Musica: Ennio Morricone
Cast: Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan,
Salvo Randone, Orazio Orlando, Gianni Santuccio

Trama:
Gian Maria Volontè e Florinda Bolkan sul set di "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" di Elio Petri
Il giorno stesso della sua promozione al comando della sezione Politica dell'arma della Polizia, il capo della sezione Omicidi (Gian Maria Volonté), uomo all'antica e reazionario, assassina la propria bellissima amante (Florinda Bolkan) nel suo appartamento, in via del Tempio n° 1. Consapevole e contemporaneamente incapace di sostenere il potere che egli stesso incarna, il poliziotto dissemina la scena del delitto di prove e, durante le indagini, alternativamente ricatta, imbecca e depista i colleghi che si occupano del caso. Se in un primo momento ciò che guida il protagonita pare essere l'arroganza di chi confida nella propria insospettabilità, la veridicità di questa convinzione viene via via smentita dai fatti. Il poliziotto assassino, in virtù della vittoria dell' ordine costituito, finisce per agognare alla propria punizione, che tuttavia gli viene preclusa dal suo potere e dalla sua posizione: l'unico testimone dei fatti, un anarchico individualista, non vorrà denunciarlo per poterlo ricattare ("Un criminale a guidare la repressione, è perfetto!" esclama durante l'interrogatorio). Il protagonista oramai deciso sulla sua posizione autopunitiva, consegna una lettera di confessione ai suoi colleghi, e si auto-impone gli arresti domiciliari: a casa, nell'attesa del suo arresto ufficiale, si addormenta e sogna di essere costretto dai suoi superiori a firmare la "confessione della propria innocenza". Al risveglio, con l'arrivo dei pezzi grossi della polizia, lo attende il vero finale, non svelato esplicitamente dal regista ma caratterizzato dalla citazione di Franz Kafka che chiude il film: «Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano.»
Sceneggiato con Ugo Pirro, musiche di Ennio Morricone.
Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1970 l'Oscar per il miglior film straniero, il Gran Premio della Giuria a Cannes e il David di Donatello a Gian Maria Volonté; nel 1971 Nastrid'argento a Petri, a Gian Maria Volonté e a Ugo Pirro
La vera storia di Frank Mannata                                            1970
Regia: Xavier Seto'
Musica: Gianfranco Reverberi
Cast: Margaret Lee, Anna Maria Pierangeli, William Bogart, Eduardo Fajardo, Jeffrey Hunter

Trama:
Un Giovane siciliano, Frank Mannata, raggiunge a Chicago i suoi fratelli Salvatore e Rossella: il primo - siamo ai tempi del proibizionismo - contrabbanda alcoolici; la seconda gestisce una casa di bellezza, nella quale in realtà si ritrovano, per illeciti amori, mogli e figlie di alti esponenti della politica e della polizia. Documentando fotograficamente i loro convegni, Rossella consente a Salvatore di ottenere, con la minaccia di uno scandalo, la complicità di coloro che potrebbero stroncare i suoi traffici. Deciso ad allargare gli affari, Frank comincia a imporre a commercianti e tenutarie la cosiddetta "protezione"; poi, per impadronirsi di tutto il traffico clandestino degli alcoolici, elimina il potente boss Al Messina. Evitata l'espulsione dagli Stati Uniti sposando un'americana, Lucy Barret, Frank diventa talmente potente da suscitare la rivalità di un altro gangster, Dick O'Connor, il quale, per costringerlo a venire a patti con lui, uccide Salvatore e Rossella. Fingendo di cedere alle sue richieste, Frank attira O'Connor in una trappola mortale ma il suo è un effimero trionfo: di lì a poco infatti perirà con Lucy nell'esplosione della sua automobile, provocata da uno degli uomini di Dick.

La moglie più bella                                1970
Regia: Damiano Damiani
Musica: Ennio Morricone
Cast: Ornella Muti, Alessio Orano, Tano Cimarosa

Trama:
Don Antonino Stella, capo della mafia in un paese siciliano si lascia arrestare dai carabinieri sicuro di essere assolto al processo. In sua assenza, Vito Juvara, suo prediletto, pensa di continuarne l'opera assumendo verso gli altri tutti gli atteggiamenti del padrone. Egli ha messo gli occhi su Francesca Cimarosa, sedicenne e bella figlia di un povero terremotato, che vive del lavoro dei campi, e si fidanza con lei, ma la ragazza, sotto un aspetto dolce e remissivo nasconde un temperamento fiero ed orgoglioso per cui quando si accorge, dal comportamento di Vito, che questi la considera come un oggetto e non come un essere umano, rompe il fidanzamento. Il fatto è clamoroso e l'ironia nascosta della gente e quella più aperta dei nemici o dei seguaci ferisce l'orgoglio di Vito che, con l'aiuto di tre giovani, rapisce Francesca e la violenta, certo che essa gli chiederà di sposarlo. Ma le cose vanno diversamente: Francesca denuncia Vito alla giustizia che tuttavia non può procedere perché la denuncia stessa non è sottoscritta dai genitori, i quali non avallano l'azione della figlia per paura di Vito, che li ha minacciati di distruggere il loro granaio. Ma la ragazza, con un gesto di assurda ribellione, incendia lei stessa il granaio, togliendo così a Vito ogni possibilità di rivalsa e ai genitori stessi ogni ragione di paura. L'aggressione a Francesca da parte dei genitori, dei complici di Vito e l'atteggiamento coraggioso di un'altra ragazza convincono finalmente i Cimarosa ad agire. Vito e i suoi amici vengono arrestati mentre Francesca piange amaramente sulla sua storia d'amore finita.
Ornella Muti
E venne il giorno dei limoni neri                                             1970
Regia: Camillo Bazzoni
Musica: Carlo Rustichelli
Cast: Antonio Sabato, Florinda Bolkan,
Stefano Satta Flores, Don Backy Didi Perego

Trama:
Un giovane mafioso, Rosario Inzulia, è stato condannato in America a otto anni di lavori forzati, pagando anche per crimini commessi da altri. Durante la detenzione la mafia cerca sia di farlo uccidere (nell'attentato, fallito, muoiono l'amico Pasquale, in carcere con lui e lo stesso sicario) sia di mandargli in rovina l'azienda di autotrasporti. Scontata la pena, Rosario torna in Sicilia: qui, trovata la moglie morta in un incidente, rompe i rapporti con gli "amici", ma non per questo è disposto ad aiutare la polizia. Un imprenditore edile, Lo Presti, lo aiuta a rimettersi in sesto, ma gli "amici" lo ostacolano con ripetute minacce e atti di violenza. Divenuta sua amante, la vedova di Pasquale gli fa conoscere un uomo, Carmelo Rizzo, che ha dei conti da regolare con la mafia e vuole Rosario come alleato. Per convincerlo ad accettare, Carmelo gli rivela che sua moglie, in realtà, è stata eliminata dalla mafia. Risalito al sicario, Rosario scopre che il mandante è l'insospettabile Lo Presti: con l'aiuto di Carmelo, rapisce il figlio dell'imprenditore, cercando di indurlo a confessare le sue malefatte, ma Lo Presti viene ucciso mentre si accinge a fare la sua confessione. Convinto di non poter più da solo combattere i potenti nemici, Rosario affida a un memoriale tutto ciò che sa sul loro conto, ma viene ucciso prima di averlo potuto consegnare alla polizia.
Critica:
Una vicenda tenebrosa, un film d'azione violenta sui meandri mafiosi. Il racconto, pur rozzo e lontano dai film di penetrazione psicologica come "A ciascuno il suo" di Elio Petri, ha una sua efficacia. [...] Si ha l'impressione che sceneggiatori e regista siano più familiari con le pagine di Dashiell Hammett [...] che con quelle di Sciascia. In parole dimesse, che al racconto abbia presieduto più lo spirito d'avventura che lo splendore del vero. Il film, di colori accesi, si vede tuttavia senza noia, anche se con scarsa partecipazione. [...] Pietro Bianchi - Il Giorno - 23/05/1970


La morte risale a ieri sera
1970
Regia: Duccio Tessari
Musica: Gianni Ferrio
Cast: Raf Vallone, Frank Wolff, Gabriele Tinti, Gillian Bray, Eva Renzi, Gigi Rizzi, Beryl Cunningham, Wilma Casagrande

Trama:
Scompare improvvisamente, a Milano, una bella ragazza di venticinque anni, Donatella Berzaghi, minorata psichica. Duca Lamberti, il funzionario di polizia che conduce le indagini, teme che la giovane sia finita nei giro delle "squillo". Scandagliando l'ambiente del vizio, ha la conferma dei suoi sospetti: della ragazza, però, nessuna traccia, fino al giorno in cui, alla periferia di Lodi, si ritrova il suo cadavere, sfigurato dal fuoco. Una prostituta, che Duca ha ospitato in casa propria con la speranza di indurla a parlare, gli fornisce finalmente una traccia per risalire ai rapitori di Donatella. Contemporaneamente, però, anche il padre della giovane scomparsa è giunto, indagando per suo conto, a identificare i colpevoli. Quando Duca accorre per arrestarli, si trova davanti a tre cadaveri. Berzaghi si è fatta giustizia da solo.
Il film è tratto dal romanzo "I milanesi ammazzano al sabato" del grande Giorgio Scerbanenco.
Critica:
[...] Proprio nella scena finale, ossia nella strage alla lavanderia, il film eccede in violenza, mentre in tutta la precedente e laboriosa indagine era stato condotto dal regista Tessari con tensione e misura, senza effetti di raccapriccio. L'intonato "cast" è dominato da Frank Wolff (Lamberti) e Raf Vallone (il padre). Notevoli anche Beryl Cunningham, Gabriele Tinti e Checco Rissone.Vice - La Stampa - 06/09/1970


Il caso “venere privata”                                                (Francia) 1970
Regia: Yves Boisset
Musica: Michel Magne
Cast: Bruno Cremer, Mario Adorf,
Agostina Belli, Raffaella Carrà, Claudio Gora, Marina Berti, Jean Martin

Raffaella Carrà
Trama: David, un giovane milanese di buona famiglia, dopo essersi intrattenuto con Alberta, una ragazza abbordata per strada, si congeda bruscamente da lei che inutilmente lo scongiura di portarla con sé, per difenderla da oscuri pericoli da cui si sente minacciata. Il giorno seguente, in un prato periferico, Alberta viene trovata morta, apparentemente suicida. Colto dai rimorsi per non averla aiutata, Davide, si dà all'alcool. Un medico investigatore, Duca Lamberti, che s'è assunto il compito di guarire il giovane dal suo complesso di colpa e che non crede al suicidio di Alberta, indagando nel passato della vittima scopre che alla vigilia della morte lei aveva posato nuda per un fotografo maniaco. Con l'aiuto di Livia, una giovane amica di Alberta offertasi come esca, l'uomo viene rintracciato. Penetrato nella sua abitazione, Duca riesce a impedirgli di uccidere Livia, ma non di fuggire. Gettatosi al suo inseguimento, Davide, per legittima difesa, uccide il maniaco.
Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco.

L'interrogatorio                                                                         1970
Regia: Vittorio De Sisti
Musica: The Renegades
Cast: Benjamin Lev, Paolo Gozlino, Rino Bolognesi

Trama:
Un giovane si trova suo malgrado coinvolto in un assassinio; viene scambiato per l'omicida e sottoposto a uno snervante terzo grado per sfuggire al quale ammette di essere colpevole.


Città violenta                1970 
Regia: Sergio Sollima
Musica: Ennio Morricone
Cast: Charles Bronson, Telly Savalas,
Jill Ireland, Michel Constantin,
Umberto Orsini, Ray Sanders
 

Trama: 
Jeff Heston, un abilissimo killer professionista, scampa a un agguato tesogli da Jerry Coogan, un uomo per il quale aveva lavorato. In quell'occasione, s'accorge che la propria donna, Vanessa, di cui è molto innamorato, era d'accordo con l'attentatore. Finito per due anni in galera, una volta libero elimina Coogan, ma non uccide Vanessa, che nel frattempo è divenuta la moglie di Al Weber, un potente boss della malavita di New Orleans. In possesso delle prove fotografiche dell'assassinio di Coogan, Al ricatta Jeff, costringendolo a entrare nella propria organizzazione. Convincendolo di volergli ancora bene, Vanessa - che in realtà è in combutta con Steve, l'avvocato di Weber - fa in modo che Jeff uccida Al per poi denunciarlo alla polizia. Riuscito a sottrarsi alla cattura rifugiandosi in Africa, Jeff torna, due anni dopo, a New Orleans ed elimina sia Vanessa - erede dell'impero finanziario di Weber - sia Steve. Compiuta la vendetta, viene però ucciso da un poliziotto.




Colpo rovente                             1970
Regia: Piero Zuffi
Musica: Piero Piccioni
Cast: Pinco pallo Paolo Capponi,Toni Ucci

Trama: Mac Brown, un ricco industriale implicato in loschi traffici, viene misteriosamente ucciso in una strada di New York. Considerati i rapporti della vittima con una potente organizzazione implicata nel traffico di stupefacenti, le indagini vengono affidate al capitano Frank Berin del "Narcotic Bureau". Con la collaborazione di alcuni informatori, Berin riesce ad introdursi negli ambienti dei drogati e può quindi risalire agli abituali fornitori di stupefacenti. Dopo essere sfuggito a numerosi attentati, Berin riesce ad individuare le persone che sono a capo della misteriosa organizzazione e ad interromperne l'attività. L'assassino di Mac Brown resta però sconosciuto anche dopo la conclusione dell'inchiesta. In realtà, il delitto è stato messo in atto dallo stesso Berin, il quale, per riabilitarsi da uno smacco subito in precedenza, è riuscito in tal modo a riprendere in mano le indagini.
Critica:
Bel colpo per un primo film. Scenografo, pittore, esperto del melodramma, il romagnolo Piero Zuffi, dopo aver collaborato a qualche film, ha sentito il solletico. Aveva a disposizione un buon soggetto, elaborato, probabilmente, durante le visite in USA: nella quale nazione, come sappiamo, dilaga la moda, presso grandi e piccini, dell' "erba", delle varie droghe che procurano paradisi artificiali. [...] Il difetto di "Colpo rovente" è uno solo:lo spirito d'avventura è superiore allo spirito d'indagine psicologica. Il racconto è più pittoresco che reale. Le qualità sono molte:la sveltezza espositiva, la varietà dei caratteri e lo splendore della fotografia di Pasqualino De Santis. Il regista ha poi avuto la mano particolarmente felice scegliendo Carmelo Bene per la parte del "killer". [...]
Pietro Bianchi - Il Giorno - 03/04/1970


L'uomo dagli occhi di ghiaccio                                                1970
Regia: Alberto De Martino
Musica: Peppino De Luca
Cast: Antonio Sabato, Barbara Bouchet, Faith Domergue, Corrado Gaipa

Trama:
Il senatore Roberts viene ucciso sulla soglia di casa e il messicano Valdez viene accusato di questo omicidio. Eddie Mills, giornalista del quotidiano locale, non avvalora l'ipotesi della polizia e con l'aiuto di un testimone, si mette alla ricerca del vero colpevole.


Bocche cucite                            1970
Regia: Pino Tosini
Musica: Teo Usuelli
Cast: Lou Castel, Carla Romanelli, Rosalina Neri, Jean Valmont, Roland Carey, Mirella Pamphili
Trama:
La polizia ritrova, accanto a un cavalcavia, il cadavere di Totonno La Manna, un siciliano emigrato al nord con la madre, i fratelli Carmelo, Francesco e Rocco e il cognato Salvatore Torchiello. L'uomo è stato fatto uccidere, per mano di un sicario venuto da Ginevra, dagli altri membri della famiglia, che l'hanno così punito per avere sedotto la moglie di Carmelo, Consolata, e tentato d'avviarla alla prostituzione; ma sia il marito della donna - che si trova in prigione - sia la polizia, che ha interrogato invano i parenti dell'ucciso, ignorano la verità. Considerata ormai come una donna senza onore, Consolata è intanto costretta a concedersi, a turno, ai fratelli e al cognato di Carmelo, finché un giorno, durante una visita al marito, costei gli confessa i fatti accaduti in sua assenza. In seguito a un litigio scoppiato in carcere, Carmelo viene assegnato a un'altra prigione. Durante il trasferimento gli agenti acconsentono a una deviazione, per permettergli di rivedere la madre, ma Carmelo, sfuggito alla loro sorveglianza, raggiunge Rocco e lo uccide. Compiuta la vendetta, si toglie a sua volta la vita.

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