Anno 1978

Milano... difendersi o morire                                               1978
Regia: Gianni Martucci (George Hilton)
Musica: Gianni Ferrio
Cast: George Hilton, Marc Porel, Anna Maria Rizzoli, Guido Leontini, Al Cliver
Trama:
Reduce da sei anni di prigione per rapina, il siciliano Pino Scalise trova protezione a Milano, presso uno zio, padre di Teresa e Marina. Pino recatosi con un equivoco amico presso una casa allegra, scopre che la cugina Marina è stata plagiata e costretta a prostituirsi dalla banda di Don Ciccio. Il commissario Morani, sicuro che l'ex detenuto tornerà nel giro della mala, gli concede la patente di guida con la speranza che lo stesso lo conduca in mezzo ai loschi traffici di Don Ciccio. Questi, infatti, ben presto ricatta Pino per mezzo di Marina/Fiorella - di cui si è innamorato - e in seguito, quando la stessa finisce sotto la protezione del commissario, catturando anche Teresa. Lo Scalise, che nel frattempo per mezzo di zio Nicola ha ottenuto il posto di autista per una ditta di fiori artificiali, si trova costretto a guidare un autocarro sul quale Don Ciccio lo ha costretto a caricare della droga. Prima che il carico passi la frontiera della Svizzera, la polizia lo intercetta e il Morani, mettendosi a fianco di Pino, smaschera con lui la banda di Don Ciccio.
Critica:
Filmaccio poliziottesco con violenza ed erotismo a buon mercato. In alcune copie la regia è firmata George Hilton, pseudonimo di G. Martucci.

Napoli... i 5 della squadra speciale                                      1978

Regia: Mario Bianchi
Musica: Polizzy-Natili
Cast: Richard Harrison, Enrico Maisto, E. Mascia, Tommaso Palladino, Lina Polito
Trama:
Il sequestro a Napoli dell'ambasciatore americano Robinson induce le autorità di polizia a costituire, per ritrovarlo, una squadra speciale composta dall'ex commissario Borri, che ha un conto da regolare con la camorra che gli ha ucciso la moglie, e da tre ex agenti - Marcello Arcangeli, Gianni Strinco e Bruno Pesenti - allontanati dal corpo per vari motivi. Ad essi, su consiglio di un alto funzionario governativo, Venanzi, si aggiunge un killer mercenario, l'americano Morgan. Borri intuisce che nel sequestro e nella contemporanea sparizione di un contenitore di plutonio è implicato il camorrista Eduardo Mancuso. Ciò che ignora è che questi è in combutta con l'insospettabile Venanzi e che Morgan è un loro uomo. Quando Borri e i suoi collaboratori - tra i quali non c'è più Pesenti, morto in un conflitto a fuoco - cominciano a diventare pericolosi, il killer interviene eliminando Strinco e Arcangeli. Deciso a vendicarli, Borri raggiungerà il suo scopo, ma non sopravviverà alla finale carneficina.

Napoli... serenata calibro 9                                                  1978

Regia: Alfonso Brescia
Musica: Eduardo Alfieri
Cast: Mario Merola, Leopoldo Mastelloni, Lucia Cassini, Lucio Crocetti, Nunzio Gallo
Trama:
Don Salvatore Savastano, boss del contrabbando di sigarette, perde la moglie e l'unico figlio, uccisi da quattro rapinatori mascherati mentre la famiglia, riunita in un ristorante, festeggiava la Prima Comunione del bambino. Da quel momento don Salvatore non ha altro scopo nella vita che far giustizia con le sue mani dei quattro assassini. Amante tradita del loro capo, Totonno o'pazzo, una ricettatrice vuol vendicarsi di lui rivelando a Don Salvatore il suo nome e quello dei complici. Uno di questi, però, scopre le sue intenzioni, e Totonno la uccide. Grazie a uno scugnizzo orfano, Gennarino, del quale è diventato amico e protettore, Don Salvatore riesce egualmente a smascherare gli assassini del figlio, ma finisce nelle loro mani e morirebbe dilaniato da una bomba se Gennarino non lo liberasse in tempo. Mentre i quattro delinquenti festeggiano in un ristorante la creduta scomparsa di Don Salvatore, questi irrompe nel locale, pistole in pugno, e ne ammazza tre. Totonno scappa trascinandosi dietro Gennarino, ma al termine di un lungo inseguimento in mare Don Salvatore riesce finalmente a far giustizia anche lui. Poi si costituisce. In carcere, avrà la consolazione di sapere che Gennarino lo considera ormai come un padre

La settima donna                                                                  1978

Regia: Franco Prosperi
Musica: Roberto Pregadio
Cast: Florinda Bolkan, Ray Lovelock,
Sherry Buchanam, Stefano Cedrati, Annaluisa Pesce, Laura Tanziani, Laura Trotter
Trama:
Tre giovani delinquenti, che hanno appena rapinata una banca, si rifugiano in una villetta sul fianco di una collina che affonda nel mare. In essa si trovano, per le prove della recita di fine d'anno, cinque studentesse, la loro istitutrice suor Cristina e la donna di servizio. I tre cominciano con l'uccidere quest'ultima, poi violentano la suora e una delle ragazze, ammazzano un postino cui l'istitutrice aveva consegnato un biglietto per la polizia e, infine, uccidono una seconda ragazza. A questo punto scatta la vendetta di suor Cristina, che elimina - l'uno col veleno, l'altro con la pistola - due delinquenti, lasciando alle ragazze superstiti il compito di far fuori selvaggiamente il terzo.
Critica:
Indifferente ad ogni possibile dimensione psicologica dei personaggi, la regia, affidandosi a una tecnica da caroselli e a dialoghi da fotoromanzo, mira esclusivamente a un concentrato di crudeltà e di grossolano erotismo, senza nemmeno preoccuparsi di creare un po’ di tensione. Nel disgustoso intruglio, Florinda Bolkan fa del suo meglio per non rompersi le ossa anche come attrice.
L.A.(Leonardo Autera) - Corriere della Sera - 11/06/1978
 
Sono stato un agente CIA                                                    1978
Regia: Romolo Guerrieri
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Maurizio Merli, Corinne Clery, Arthur Kennedy, Philippe Leroy,
Ivan Rassimov, Giacomo Rossi Stuart, Iakimidos Dimitros, Tom Felleghy, David Janssen
Trama:
Ex agente della CIA, l'americano Lester Horton ha tentato con poco successo la via della saggistica e della narrativa. Quando viene a sapere che l'amico John Benson è stato assassinato ad Atene, vi si reca per cercare il nastro al quale lo scomparso aveva affidate le sue esplosive memorie. Ma anche la CIA, rappresentata da un Maxwel privo di scrupoli, è interessata a far scomparire le denunce di Benson. Horton, perseguitato ad Atene, si reca a Rodi ove vive Anna, ex amante e ora moglie dell'agente Joe Florio, a sua volta amico di Lester. Ma i segugi della CIA raggiungono l'isola, eludendo gli sforzi di un ispettore della polizia greca, ammiratore di Anna. Joe viene ucciso e Lester finisce in un manicomio che diverrebbe la sua tomba se non lo salvasse il poliziotto greco. Dopo alcuni giorni passati con Anna, Horton viene raggiunto dal sicario Chiva che, prima di venire ucciso sull'acropoli di Rodi, riesce a uccidere Anna.
Un poliziotto scomodo                                                          1978 Regia: Stelvio Massi
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Maurizio Merli, Mario Feliciani, Olga Karlatos, Massimo Serato, Luigi Casellato,
Attilio Duse, Mirella Frumenti,
Trama:
Il commissario Francesco Olmi è un funzionario piuttosto scomodo della Questura romana per la drasticità dei suoi metodi e per l'incorruttibilità. Infatti, chiamato a indagare sulla morte di due giovani, Maria e Augusto, il poliziotto scopre in Loredana una teste e la costringe a parlare. In tal modo scopre che, nell'intento di coprire le malefatte del figlio Marcello, i delitti sono stati commissionati dal Degan, il direttore della Dogana di Fiumicino. Continuando nelle indagini, viene a sapere che al potente personaggio fa capo un traffico di diamanti. Non disponendo di prove adeguate, Olmi non riesce a fare incriminare il delinquente che, dopo avere inutilmente tentato di eliminare il commissario, ripara all'estero. Trasferito a Civitanova Marche, l'Olmi si mette a indagare su di un traffico d'armi. In breve tempo riesce a stringere nella morsa la nuova banda che ha come vertici un editore e un padrone di giganteschi TIR. Per mezzo della TV locale di cui gli stessi si servono, dispone una trappola. I briganti penetrano nella scuola ove insegna Anna, l'amante di Olmi, e prendono come ostaggio alcuni bambini e la maestrina. Il commissario, penetrando da solo nell'edificio, uccide i banditi e libera gli ostaggi.

Critica:
Il solito Maurizio Merli nelle vesti del commissario di polizia duro e inflessibile che non esita a malmenare colpevoli e non colpevoli e che, più d’ogni altro, ama la sua “pistola”. Sulla base di un “clichet” di maniera, il film, pur offrendo scarsi spunti originali, si distingue per la vivacità dell’azione e per una certa dose di suspense concentrata nelle sequenze finali. Troppi, forse, i morti, e accentuata in eccesso la violenza, ma, dato il genere nessuna meraviglia che la regìa, per il resto corretta, abbia sfruttato al massimo i suggerimenti della sceneggiatura. Maurizio Merli è il “solito” tutore della legge e, come sempre, convincente.
Cer. - Il Messaggero - 18/02/1979

Il braccio violento della mala                                              1978
Regia: Sergio Garrone
Musica: Vassili Kojucharov
Cast: Alberto Dell'acqua, Dan Forrest, Daniela Giordano, Víctor Israel, Nando Poggi,
Gaston Ribeiro, Mara Ruano, Victor Ruiz
Trama:
Joseph, un professionista dello scasso messo al bando dalla società perché zingaro, viene incaricato da Moyses di impossessarsi di gioielli e denaro a loro volta rubati. Quando gli sgherri del capobanda che ha ingaggiato Joseph tentano, dietro incarico dello stesso, di strappare il malloppo allo zingaro, questi nasconde la refurtiva e fa amicizia con Claudia, amante di Moyses, e con Jimmy, un pugile nero frustrato.

Quando i picciotti sgarrano                                                 1978
Regia: Romolo Cappadonia
Musica: Francesco Auditore
Cast: Antonella Comandé, Enrica Saltutti, Romolo Cappadonia, Salvatore Giuliano Jr
Trama:
“Quando i picciotti sgarrano” è un poliziottesco atipico, un film che forse si avvicina più alla lezione dei noir duri e violenti conditi di sesso alla Di Leo che ai classici film di Massi, Lenzi e Corbucci. È un film sulla mafia, che imposta un discorso coraggioso e originale sul racket dei pescherecci.
Il regista è un certo Romolo Cappadonia, citato dal Poppi come autore di un solo film, anche se altre fonti affermano che avrebbe realizzato una trilogia sulla mafia e che Cappadonia è soltanto lo pseudonimo del saggista Ranieri D’Altamura (autore di Fantasmi a Messina). Al centro della vicenda c’è un borgo di pescatori del golfo di Messina, il regista descrive usi e costumi locali, girando in presa diretta le feste in onore del santo patrono e diversi rituali mafiosi (le candele spente con le dita dagli uomini d’onore che significano sentenza di morte), ma trova anche il modo per dare voce alle tentazioni separatistiche. La pellicola è impostata secondo il cliché della sceneggiata napoletana e procede in un crescendo drammatico sino all’apoteosi finale, tra storie di amori contrastati, tradimenti, pescatori che sfidano la mafia e uomini d’onore che la fanno franca. Memorabile la sfida al coltello tra due amanti della stessa donna che termina in modo cruento e provoca lo spettacolare suicidio della ragazza.
 
Indagine su un delitto perfetto                                            1978
Regia: Giuseppe Pulieri
Musica: Carlo Savina
Cast: Adolfo Celi, Joseph Cotten, Alida Valli, Leonard Mann, Gloria Guida, Anthony Steel,
Janet Agren, Franco Ressel, Anthony Freeman
Trama:
In un incidente aereo, di cui soltanto il suo ideatore conosce l'origine dolosa, muore il presidente di una potentissima società multinazionale. Poiché egli non ha lasciato disposizioni testamentarie, i suoi tre vicepresidenti Harold Boyd, Hartick Dundy e il giovane Paul de Révère - dovranno, entro pochi giorni, riunirsi per eleggere il suo successore. Mentre Paul sembra subito eliminato dal gioco, grazie a un incidente d'auto dovuto a un sabotaggio, una misteriosa mano omicida elimina dapprima Dundy e, poi, Boyd. A questo punto riappare Paul, il più furbo dei tre concorrenti alla presidenza della società: il quale, dopo essersi sbarazzato degli altri due, riuscirà anche a farla franca, malgrado i sospetti di un suo parente poliziotto, grazie alla complicità di un'infermiera che si divideva tra Boyd e Dundy, tradendo l'uno e l'altro.

Porci con la P38                                                                    1978
Regia: Gianfranco Pagani
Musica: Pippo Caruso
Cast: Gabriele Ferzetti, Marc Porel, Raymond Pellegrin, Laura Belli
Trama:
Con il ritiro dagli "affari" di un vecchio "boss" i suoi tre luogotenenti, ereditano ciascuno un pezzo del suo "impero": Max Astarita il settore dei sequestri di persona, John Forsyte quello della prostituzione, Fred Huston quello della droga. Astarita, però, non si accontenta della sua fetta e dopo aver ucciso il vecchio "boss", ammazza anche John e Fred. Il caso vuole che un poliziotto, il tenente Morris, metta le mani su qualcosa, un accendino che potrebbe condurlo fino all'insospettabile Astarita. Per parare il pericolo questi fa rapire la figlioletta del tenente, per ricattare la moglie di quest'ultimo e costringerla a sottrarre l'accendino dagli uffici della polizia. Morris scopre egualmente la verità ma non gli riesce di arrestare Astarita, poiché questi viene ucciso dalla sua avida amante. Nel finale duello alla pistola con quest'ultima, Morris ha la meglio e può anche riabbracciare sua figlia.
Critica:
Una pellicola sconclusionata e scollacciata, dalla trama scialba e, soprattutto, dall’ambientazione assolutamente improbabile. Nel cast, Gabriele Ferzetti appare decisamente fuori dal personaggio come pure il bravo Raymond Pellegrin e “faccia d’angelo”
Marc Porel non riesce mai a risollevare la pochezza dell'impianto.

L'ultimo guappo                                                                   1978
Regia: Alfonso Brescia
Musica: Giacomo & Gianni Dell'Orso
Cast: Mario Merola, Nello Pazzafini, Walter Ricciardi, Sonia Viviani, Gennaro Beneduce, Luciano Catenacci, Fabrizio Forte, Nunzio Gallo
Trama:
Quando Don Pasquale Roncilio, dopo un periodo di assenza, si presenta accampando diritti a una spartizione di interessi, il capo affermato della guapperia, Don Francesco Aliprandi, reagisce insultando. Alla sfida mortale che ne segue, però, l'Aliprandi non si presenta per un voto fatto alla Madonna in occasione di un incidente stradale capitato al figlioletto Roberto. Dopo anni di lavoro umile, Francesco festeggia il figlio che si è diplomato geometra. Ma Roberto, innamoratosi dell'attricetta Ninfa Rosa senza chiedere consigli al padre, diviene contabile presso Don Pasquale che, con ottimo stipendio gli mette in mano tutta la contabilità dei suoi sporchi interessi. Quando poi il giovanotto scopre che Ninfa Rosa è amante del suo datore di lavoro si presenta al Roncilio minacciandolo di spiattellare tutto quanto sa alla polizia. Il guappo incarica l'aiutante Salvatore di condurre in alto mare Roberto e di ucciderlo. Francesco Aliprandi, avvisato dalla stessa Ninfa Rosa di quanto sta accadendo giunge in tempo per raccogliere il cadavere del figlio che porta nella trattoria ove Don Pasquale e i suoi stanno gozzovigliando. Nella sparatoria che segue Francesco uccide il rivale e il suo luogotenente; ma, rimasto ferito a sua volta, si trova costretto a fuggire su di una nave greca.
Critica:
Alfonso Brescia non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo e di pescare nell’inconscio melodrammatico di certo cinema e di certa tradizione popolare. Così questo tentativo di trasportare la sceneggiata napoletana sullo schermo (dopo il successo che questo tipo di spettacolo ha ottenuto in teatro), è inficiato dalla mistura col “poliziesco all’italiana”.
Ci sono tutti i luoghi tipici e la trinità Dio-Patria-Famiglia è rispettata. Ma è tutto ricostruito senza vita e i dialoghi sono al di sotto del lecito, così come gli attori (a parte Merola). C’è un virtuosismo tecnico (una scena ripresa in “soggettiva” quando il guappo buono depone il cadavere del figlio sul tavolo dell’antico rivale), ma non basta. Poteva essere una piccola snobberia simpatica, sull’eredità di Matarazzo; invece resta una finta macchina strappacore, dove non manca neppure la ragazzina del peccato che ci porterà alla tragedia.
M.Po.(Maurizio Porro) - Corriere della Sera - 11/08/1979
L'arma                                                                                        1978
Regia: Pasquale Squitieri.
Musica: Tullio De Piscopo
Cast: Claudia Cardinale, Stefano Satta Flores, Benedetta Fantioli, Clara Colosimo
Trama:
L'ingegner Luigi conduce una vita banale e monotona segnata dal difficile rapporto con la moglie, cui si rifiuta di concedere il divorzio, e la figlia adolescente fonte di preoccupazioni. Dopo aver assistito ad un'azione di polizia in cui un agente uccide un ladruncolo disarmato, Luigi inizia a desiderare una rivoltella. Una volta preso il porto d'armi l'uomo se ne va in giro portando con sé la pistola anche se incapace di fare del male. L’irruzione di tre ladri nella casa dove abita lo scatenerà portandolo a tragiche conseguenze.
Critica:
Dramma teso, anche se carente nello spessore psicologico dei personaggi, L’arma è una vicenda che ripropone sullo schermo il tempo della violenza nella nostra società urbana. Tra qualche ambigua superficialità, a Squitieri va almeno riconosciuto il merito di aver affrontato un problema di grande attualità e forte presa popolare. I killer privati girano tra di noi e la cronaca nera quotidiana ce ne informa tragicamente. Questo ingegner Luigi, troppo negativo, ha un grosso difetto: sembra evaso dal manicomio.
Sandro Casazza - La Stampa - 25/07/1978

Diamanti sporchi di sangue                                                 1978
Regia: Fernando Di Leo
Musica: Luis Bacalov
Cast: Claudio Cassinelli, Martin Balsam, Barbara Bouchet, Vittorio Caprioli,
Olga Karlatos
Trama:
Guido Mauri, inviato dal boss Rizzo a compiere una rapina insieme all'amico Marco, viene raggiunto dalla polizia, arrestato e condannato a 5 anni di prigione. Convinto di essere stato tradito dal proprio capo che nel giorno successivo avrebbe dovuto consegnargli 40 milioni, Guido decide di vendicarsi. Uscito dalla galera, reagisce ad un assedio della corriera sulla quale viaggia, sicuro che i due solitari banditi siano dei killer. Ora il conto si è allungato poiché nell'ultima azione è perita anche Maria, moglie del Mauri; Marco è rimasto zoppo sin dai tempi del primo tradimento; infine Enzo, figlio di Maria e figliastro di Guido, si è schierato contro il patrigno. Inutilmente il commissario Russo tenta di ridurre a miti consigli il Mauri e lo stesso Rizzo, avvalendosi come intermediario del manutengolo Tony che è tanto violento quanto ottuso, non fa che irrigidire il vendicatore. Questi riesce a inserirsi in una rapina di diamanti soffiandoli agli uomini di Rizzo; reagisce al massacro di Marco uccidendo Tony; ma viene a sapere da Lisa, l'amante del figliastro Enzo, che a tradirlo è stato il geloso giovanotto. Ligio al codice d'onore della mala Guido Mauri porta i diamanti al Rizzo e si offre alla sua punizione. Il boss gli spara alla presenza della sua corte di banditi; ma pietosamente lo colpisce alla spalla anziché al cuore.
Critica:
La vicenda oscilla continuamente tra lo psicologismo e l’azione. La regia di Fernando Di Leo, tra questi due poli, perde mestiere e il film sconfina nel ridicolo anche a causa delle forzate figure di contorno, dei caratteristi dialettali. Claudio Cassinelli è Guido, la figura-chiave attraverso la quale il regista aveva probabilmente pensato di costruire la logica di un vero e proprio melodramma gangsteristico, che finisce con l’essere, invece, soltanto un film confuso, privo di forma e ritmo.
G.Gs. (Giovanna Grassi) - Corriere della Sera - 20/03/1978

A chi tocca tocca...!                                                               1978
Regia: Gianfranco Baldanello
Musica: Coriolano Gori
Cast: Fabio Testi, Janet Agren, Assi Dayan, Siegfried Rauch, Gianni Bernini, Rolf Eden,
Lorenzo Fineschi, Herbert Fux, Romano Puppo
Trama:
Dan, giovane agente dei servizi segreti israeliani, scopre, grazie alle informazioni e all'aiuto datigli da un italiano, Enzo, che una misteriosa gang di mercanti d'armi, capeggiata dal “Barone”, sta per vendere a un paese arabo una quantità di uranio bastante per una trentina di bombe atomiche. Mentre gli israeliani, rintracciata la nave che trasporta l'uranio, si apprestano a farla saltare in aria, il “Barone” e i suoi accoliti riescono a catturare Enzo e a farlo parlare. Poichè l’italiano si trova prigioniero sulla nave che dovrà essere distrutta, Dan, che gli è nemico, corre clandestinamente in suo soccorso. Per lui ed Enzo, che hanno tentato invano di impadronirsi della nave, non sembrerebbero esserci più speranze. Gli agenti israeliani incaricati di far saltare il mercantile, invece, riusciranno a salvarli e, naturalmente, a catturare la gang.
 
Provincia violenta                                                                 1978
Regia: Mario Bianchi
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Richard Harrison, Spartaco Battisti, Lino Caruana, Al Cliver, Antonella Dogan
Trama:
All'Hotel Bellavista di Aversa è posta la centrale di una organizzazione mafiosa, diretta da Augusto. Flavia, infatti, per mezzo di un istituto di bellezza, irretisce clienti facoltose che, fotografate in pose compromettenti dopo essere state drogate, vengono sottoposte a ricatti. Il capitano dei carabinieri Franco Sereni, ripetutamente rimproverato per i suoi metodi violenti nei confronti della mala, mentre si trova in aspettativa di due mesi, a causa dell'uccisione dell'amica Nadia, entra in contatto con il losco giro. Le sue indagini vengono ostacolate da Righi, il commissario locale, corrotto dipendente di Augusto. Il Sereni, tuttavia, viene contattato da due delle vittime: la signora Ognisanti, moglie di un uomo politico, e la bella Helen. Per loro mezzo individua la posizione di Flavia che costringe a parlare. Non riesce a impedire la morte di Marco Restelli, un investigatore privato assoldato da Marta Ognisanti, e neppure quella di Helen. Si trova costretto a uccidere Alberto Mauri, il killer dell'organizzazione ed esecutore materiale dei molti assassini. Finisce nelle mani di Augusto e assiste alla morte della stessa Flavia. Morirebbe a sua volta se Marta non riuscisse a far intervenire la polizia non più comandata dal Righi, a sua volta ucciso.

Fermi tutti: è una rapina                                                     1978
Regia: Enzo Battaglia
Musica: Alberto Baldan Bembo
Cast: Francesca Nuzio, Andrés Resino, Fred Williams, Robert Wood, Rosario Borelli,
Nello Caruso, Karin Field, Gota Gobert,
Trama:
A Roma, in un grande albergo, vengono presentati dei gioielli per un valore di 8 milioni di dollari. Agli ordini di un finto cameriere, gli orchestranti addormentano tutti i presenti e fuggono con l'ingente bottino. I briganti, tuttavia, ad eccezione del boss, vengono trovati morti nei dintorni della capitale, mentre non si ha nessuna traccia dei gioielli. Il commissario Scarfoglio, incaricato delle indagini, per lo stile della rapina e per il rinvenimento di una torre da giuoco degli scacchi, si indirizza verso Joe Benetti, professionista appassionato di scacchi, già condannato a 13 anni di prigione e ora anticipatamente in libertà per buona condotta. Joe, abbandonato dalla moglie Marion, ormai solo e alcoolizzato, si lascia guidare dalla giornalista fotografa Iole Oriani che, essendosi trovata sul posto, gli fornisce delle indicazioni. Il gangster italo-americano, divenuto investigatore suo malgrado, fa la spola tra Roma, Genova e Portofino; assiste alla tragica scomparsa di alcuni interessati; raggiunge la moglie e uccide per legittima difesa il finto cameriere che in realtà è Robert Breiton, secondo marito di Marion. Tanta fatica non lo conduce ai gioielli che sono stati messi al sicuro dalla stessa Iole e poi consegnati alle autorità. Joe, comunque, avrà modo di consolarsi con la ormai affermata giornalista.
 
Il commissario di ferro                                                         1978
Regia: Stelvio Massi
Musica: Lallo Gori
Cast: Maurizio Merli, Janet Agren, Mariangela Giordano, Ettore Manni, Giampiero Becherelli, Dora Calindri, Massimo Mirani
Trama:
Il commissario Mauro Mariani è noto per la sua severità nei confronti dei delinquenti e per l'abitudine ad agire di testa propria, cosa che gli ha guadagnato il passaggio dalla squadra mobile del dott. Crivelli ad un semplice commissariato di quartiere ove a spalleggiarlo c'è il silenzioso e fedele brigadiere Ingravallo. Un giorno, mentre il Mariani si trova dalla moglie Vera e dal figlio Claudio, dai quali vive abitualmente separato, un certo Sergio irrompe nel suo ufficio e, tenendo sotto il tiro della pistola un ufficiale, impone di chiamare il commissario assente perché lo vuole uccidere, ritenendolo colpevole del suicidio del proprio padre da lui arrestato giustamente due anni prima. Il Mariani viene a sapere della cosa quando Vera e Claudio, andati in ufficio per aspettarlo, finiscono nelle mani del pazzoide. Anzi, lo scatenato giovanotto prende con sé il bambino e più tardi telefona che il commissario vada a prenderlo dove e quando lui sa. In realtà il desolato padre non capisce il messaggio: poi, ricostruendo l'arresto del padre di Sergio con l'Ingravallo, finisce per ricordare. E' costretto a eludere la sorveglianza di Crivelli e, giunto ad uno scalo ferroviario, si trova costretto ad affrontare il pazzo. Rimane ferito, ma salva il figlio.
Critica:
Ultimi eredi del consunto “poliziesco all’italiana”, lo sceneggiatore Roberto Gianviti, il regista Stelvio Massi e il biondo e opaco interprete Maurizio Merli propongono l’ennesima stanca avventura del commissario dalla pistola facile, deciso a fare di testa sua infischiandosi della disciplina e degli ordini superiori. E ancora una volta le maniere forti vengono sconsideratamente esaltate. […] Facile prevedere come allora Il commissario di ferro si scateni fino allo scontatissimo epilogo. Meno facile è immaginare le ingenuità, le inverosimiglianze, le esasperanti lentezze (madornale controsenso per un film che dovrebbe definirsi “d’azione”) fra cui procede il racconto.
L.A. (Leonardo Autera) - Corriere della Sera - 17/12/1979

Non sparate sui bambini                                                      1978

Regia: Gianni Crea
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Giampiero Albertini, Eleonora Giorgi, Antonella Lualdi, Italo Gasperini, Giancarlo Prete,
Marco Gelardini, Sandra Trouve'
Trama:
La famiglia Settimi è da tempo bersagliata dalla sventura. Il signor Settimi, vedovo cinquantenne, è affetto da silicosi, contratta per il lungo periodo di lavoro in miniera, e accudisce come può alla casa. Il figlio più giovane, Marco, frequenta la scuola che, tuttavia, lascia facilmente per seguire le amichette o per convegni con coetanei nel corso dei quali non rifugge dall'uso della droga. Il più grande, Dino, è praticamente il sostegno della famiglia. Ma un giorno, a causa della crisi, la ditta lo licenzia. Nel medesimo tempo, essendosi aggravato, il signor Settimi viene ricoverato in ospedale. Disperato, dopo avere cercato invano un lavoro onesto, Dino si rivolge a un amico del padre che sembra aver messo su un'industria. Ma si tratta di un paravento e il giovanotto viene indotto a collaborare ad imprese brigantesche. Un grosso colpo in banca fallisce e, durante la fuga, sia Dino che il suo capo si rifugiano in una scuola materna ove, oltre alla maestra Sandra, ci sono molti bambini. Gli ostaggi servono ai fuggitivi per ottenere dalle forze dell'ordine dei mezzi per allontanarsi. Solo Dino, che nella circostanza ha fatto ogni sforzo per difendere la maestra e i bambini, riesce a sopravvivere e a raggiungere il padre morente.

Poliziotto senza paura                                                          1978
Regia: Stelvio Massi
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Maurizio Merli, Gastone Moschin, Joan Collins, Massimo Vanni, Werner Pochath,
Annarita Grapputo, Franco Ressel, Alexander Trojan
Trama:
A Walter Spada, detective privato in quel di Roma, manca tutto o quasi: gli mancano i moderni strumenti del mestiere, il lavoro, di che pagare luce e telefono e quindi, spesso, anche un cibo decente. Per sua (dubbia) fortuna il collega viennese Karl Koper, titolare di una sofisticata agenzia di investigazioni, lo incarica di ritrovare la giovane Annelise Von Stradel, figlia di un ricco banchiere austriaco, che a Roma si è aggregata a una comunità buddista. Ignoti malviventi però rapiscono la ragazza per cui seguendo le loro tracce Spada è costretto a trasferirsi a Vienna. Nella capitale austriaca egli si trova coinvolto, rischiando di lasciarci la pelle, in una misteriosa e complicata vicenda di minorenni uccise o avviate alla prostituzione, finchè le rivelazioni della quattordicenne Renata, che verrà uccisa subito dopo, non gli consentiranno di scoprire la ripugnante parte giocata nella storia - che si concluderà, purtroppo, con la morte di Annelise - dallo stesso padre della ragazza e dalla banda, guidata da una spogliarellista che, sequestrandogli la figlia, intendeva ricattare il banchiere. Benché le sue indagini abbiano avuto successo, tuttavia, Spada tornerà a Roma più spiantato di prima.
Critica:
Forse vergognandosi per i pessimi risultati (cinematograficamente parlando) ottenuti a casa propria, il “poliziotto made in Italy” ha deciso di cambiare aria e costume. Lasciati i panni un po’ sdruciti del militare in carriera - commissario o ispettore che fosse -, il personaggio a cui ha dato vita (si fa per dire) Maurizio Merli diventa investigatore privato e va a risolvere un caso nella vicina Vienna. Al nostro non sfugge niente: dalla prima scena sappiamo che gli ostacoli sono bazzecole per lui e forse per questo il regista Stelvio Massi tenta alla fine la carta della sorpresa-thriller. Anche se con pochissimi risultati per risollevare il tono del film. Bisogna aggiungere che tutto è scontato, tirato via, noioso? Rimane Joan Collins ma in questo marasma è decisamente troppo poco.
M.Mor. (Morando Morandini) - Il Giorno - 11/03/1978

Quel pomeriggio maledetto                                                 1978

Regia: Mario Siciliano
Musica: Stelvio Cipriani
Cast: Lee Van Cleef, Fernando Sancho, John Ireland, Robert Widmark, Tita Barker
Trama:
Killer di professione, Hanry Chapman si trova in prigione e accetta dal compagno Max i misteriosi aiuti offerti dall'Organizzazione per rivedere la luce del sole. Liberato, dalla stessa Organizzazione riceve l'incarico di uccidere Max. In Spagna ritrova Krista, la donna che ama e che gli darà la forza di combattere chi lo ha sfidato; lo fermerà un nuovo venuto pieno di ambizioni.
Critica:
Pare un film fatto con spezzoni di tanti film diversi, tanta è l’insipienza del montaggio, la povertà della sceneggiatura e il rispetto delle più elementari regole di logica cinematografica.
L’interprete è Lee Van Cleef, che colora di western tutto ciò che gli sta intorno.
M.Po. (Maurizio Porro) - Corriere della Sera - 28/03/1978
 
Il commissario Verrazzano                                                  1978
Regia: Franco Prosperi
Musica: Lino Corsetti
Cast: Luc Merenda, Luciana Paluzzi, Janet Agren, María Baxa,  Gloria Piedimonte,
Isarco Ravaioli, Giacomo Rizzo, Daniele Dublino
Trama:
Il commissario Verrazzano viene raggiunto da Giulia Medici, l'elegante padrona di una galleria d'arte, che lo prega di affrontare il caso della morte del fratello Walter, frettolosamente archiviato pochi mesi prima dalla Omicidi con sentenza di suicidio. Il commissario, spalleggiato dal brigadiere Baldelli, si mette a frugare nell'ambiente delle scommesse, peraltro da lui frequentato abitualmente per vizio personale e viene così a sapere dal riconoscente Civetta che tutta l'organizzazione è attualmente diretta da Alberto Dolci, detto il Barone, per conto di nuovi capi. Il caso si complica quando Cora, già moglie di Walter e ora sposata a Marco Verelli, a sua volta prende contatto con il Verrazzano. Inoltre, man mano che il poliziotto penetra nel mistero, qualcuno cerca di fermarlo uccidendo nell'ordine il suo gatto Ciro, la sua amante Rosy e il suo confidente Civetta. Messo a riposo, il commissario si reca a Nizza; quindi, per mezzo della ballerina Giorgia, ottiene delle fotografie che mettono a fuoco i suoi indizi unitamente ad altre scoperte fatte dal Baldelli. Presentatosi in casa dei Verelli, Verrazzano coglie Giulia e Marco in amichevole colloquio e scioglie il mistero.

Squadra antimafia                                                                1978
Regia: Bruno Corbucci
Musica: I Goblin
Cast: Tomas Milian, Eli Wallach, Lilli Carati, Massimo Vanni, Enzo Cannavale,
Margherita Fumero, Franco Annibaldi, Roberto Messina, Alberto Farnese
Trama:
Scoppiata una rivolta nel carcere di Viterbo, da uno sconosciuto poliziotto viene ucciso il pregiudicato Giacomo La Rosa che entro pochi giorni sarebbe stato chiamato a deporre contro il boss mafioso Don Gerolamo Giarra. Per ordine del commissario Tozzi, suo immediato superiore, il maresciallo Nico Giraldi finge una rapina e viene espulso dalla polizia. Evaso dalla prigione, il maresciallo-barbone si reca a New York ove, grazie all'amico Salvatore, viene assunto come cameriere nel ristorante della Little Italy ove è solito recarsi il boss con la sua corte. In occasione di una cerimonia religiosa, Nico salva la vita a don Gerolamo e viene dallo stesso assunto per indagare sull'avversario Pasquale Siragusa, mafioso di Las Vegas. Nico riesce così ad incontrare Marc Fergusson, l'uomo del Giarra che ha ucciso il detenuto di Viterbo. Incolpato della morte del Fergusson che viceversa si è ucciso, il Giraldi viene condannato alla sedia elettrica e, tentando di mettersi in contatto con il comm. Tozzi, finisce per rivelare al boss newyorchese la sua vera missione. Don Gerolamo deciso a vendicarsi di persona fa liberare il poliziotto che, tuttavia, grazie a Salvatore, salva la pelle e torna a Roma.
 
Enigma rosso                                                                         1978
Regia: Alberto Negrin
Musica: Riz Ortolani
Cast: Fabio Testi, Bruno Alessandro, Fausta Avelli, Ivan Desny, Christine Kaufmann,
Jack Taylor, Brigitte Wagner
Trama:
Angela, una sedicenne, viene trovata morta presso una diga, dopo essere stata violentata e barbaramente maciullata. Il Procuratore Roccaglio affida le indagini al commissario Di Salvo che, buttandosi a capofitto nel caso, come al solito diserta la propria abitazione e viene abbandonato dalla propria donna: Cristina. L'investigatore inizia le sue ricerche nel Collegio S. Teresa D'Avila, dove la vittima risiedeva e dove condivideva la propria vita con le amiche Franca, Paola e Virginia. Guardato con ostilità dalla preside e dai professori, il Di Salvo appunta i suoi sospetti su Max, un olandese che verrà ucciso. Da Emilia, la sorellina di Angela, il commissario riceve un diario e una serie di appuntamenti lo indirizza verso un atelier, diretto dal Signor Parravicino che, a sua volta, verrà eliminato. Anche Paola, una delle amiche, verrà uccisa. In quanto a Virginia, dopo un aborto clandestino, subirà un attentato e finirà in clinica; mentre Franca dopo avere rischiato di rompersi il collo cadendo da cavallo, vivrà sola e nel terrore. Con molta fatica il poliziotto scoprirà che il colpevole della morte di Angela è il suo superiore, un Roccaglio solito a balletti con minorenni procurate dal Parravicino; ma scoprirà anche che gli assalti alle altre ragazze, amiche di Angela, sono stati portati dalla minuscola Emilia.

Piedone l'Africano                                                                1978
Regia: Steno (Stefano Vanzina)
Musica: Guido e Maurizio De Angelis
Cast: Bud Spencer, (Carlo Pedersoli) Enzo Cannavale, Dagmar Lassander,
Werner Pochath, Joe Stewardson, Baldwin Dakile
Trama:
Un agente nero, proveniente dal Sudafrica per mettersi in contatto con il commissario Rizzo, viene ucciso a Napoli. Il poliziotto napoletano parte subito per Johannesburg per indagare sulla “Rossing Diamonds”. Steno (Stefano Vanzina) e Bud Spencer (Carlo Pedersoli) sono qui alla 3ª puntata delle avventure di Piedone (già a Hong Kong e negli USA). Lo schema non cambia e la svelenita violenza comica del grosso assicura il successo. Seguito da “Piedone d'Egitto” girato nel 1979.

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