LE DONNE DEL POLIZIOTTESCO

TUTTE LE DONNE DEI POLIZIOTTI
IN ORDINE ALFABETICO

UN OMAGGIO ALLE ATTRICI - FAMOSE e MENO FAMOSE - CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL "POLIZIOTTESCO e ALLA LORO BELLEZZA.

Agostina Belli
Agostina Belli
Agostina Maria Magnoni, in arte Agostina Belli, nasce a Milano il 13 Aprile 1949. L'indole risoluta ed una buona dose di coraggio sono attributi del carattere che si riveleranno determinanti sia per il conseguimento della fama, sia per superare le durissime prove che costelleranno il suo futuro. Infatti, la sua vita è densa di eventi dolorosi che affronterà con una forza di volontà non comuni e che inciderà decisamente nella sua maturazione di donna e di attrice. L'evento che imprime la svolta decisiva alla sua vita accade nel 1968. Un giorno una sua amica la informa che Carlo Lizzani sta reclutando comparse per girare nel centro di Milano alcune scene del film Banditi a Milano ispirato alle imprese della banda Cavallero, e la convince ad inviare al regista una sua foto tessera. 

Agostina Belli
Viene selezionata e non deve attendere molto per ritrovarsi sul set al fianco di un manesco Gian Maria Volontè, ad interpretare il minuscolo ruolo di ostaggio caduto nelle mani della banda durante una rapina in banca. E' l'inizio di un crescendo destinato a perpetuarsi per decenni senza soluzione di continuità. Nel triennio 1971-73 si consolida la piattaforma di lancio che la proietterà dal semi-anonimato, nell'orbita del cinema d'impegno, quello che suscita l'attenzione della critica. In rapida ed ininterrotta sequenza gira una serie di film che non passano inosservati e sulle locandine dei quali il suo nome d'arte si ingrandisce progressivamente. Il 1974 è l'anno dell'elezione di Agostina Belli nel firmamento della cinematografia italiana. Nelle sale viene proiettato Profumo di donna di Dino Risi, magistralmente interpretato insieme a quel mostro sacro della recitazione che è Vittorio Gassman. Il film scala la vetta della classifica degli incassi e riscuote un clamoroso successo anche in Francia. Nell'Aprile del 1976 Profumo di donna viene candidato all'Oscar come miglior film straniero e poco dopo, ad Agostina viene tributato il premio David di Donatello in qualità di migliore attrice in un altro film di successo, Telefoni bianchi, per la regia dell'impareggiabile Dino Risi. Tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, quando la sua ascesa ha raggiunto il vertice del firmamento cinematografico, la stella di Agostina Belli si eclissa improvvisamente. Mentre i suoi film più noti continuano regolarmente a circolare nelle sale cinematografiche (è protagonista in 43 film), il suo nome e le sue foto a lungo disertano le copertine dei periodici e delle riviste. Al clamore del decennio trascorso, subentra un impenetrabile silenzio sul suo conto ed a tutti i suoi ammiratori riesce praticamente impossibile seguirne le tracce. Restiamo in attesa, nell'imminente futuro, dell'auspicabile e insperato ritorno sul grande e sul piccolo schermo, di un'attrice di cui il cinema italiano non può non avvertire la mancanza.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Banditi a Milano (1968) di Carlo Lizzani con Gian Maria Volontè, Tomas Milian
(Film nella lista dei 100 film italiani da salvare).
Il caso "venere privata" (1970) con Raffaella Carrà
Giornata nera per l'ariete (1971) di Luigi Bazzoni con Franco Nero
Baciamo le mani (1973) con John Saxon
Revolver (1973) di Sergio Sollima con Oliver Reed, Fabio Testi

I PREMI
1974: Maschera d'argento per Profumo di donna.
1974: Grolla d'oro per Profumo di donna.
1975: Globo d'oro per il film Il piatto piange.
1976: David Speciale 1976 per Telefoni bianchi.
1980: Sagittario d'Oro
1986: Premio De Curtis
1987: Premio Personalità Europea
Agostina Belli
Anna Proclemer
Anna Proclemer
Anna Maria Proclemer, una delle più grandi e ammirate attrici italiane di teatro nasce a Trento il 30 maggio 1923. Debutta nel 1942 al Teatro dell’Università di Roma con Nostra Dea di Massimo Bontempelli. Dal 1952 al 1955 fa parte della Compagnia Teatro d’Arte Italiano diretta da Vittorio Gassman e da Luigi Squarzina, al Piccolo Teatro di Milano è diretta da Giorgio Strehler e, a partire dal 1956 lavora molto con Giorgio Albertazzi, con cui ha anche un rapporto sentimentale. Muore a Roma il 25 aprile 2013. Al cinema è protagonista di circa 15 film tra i quali il bellissimo "Cadaveri eccellenti" di Francesco Rosi del 1976. (Film nella lista dei 100 film italiani da salvare). 

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Cadaveri eccellenti (1976) di Francesco Rosi
Con: Lino Ventura, Tino Carraro, Marcel Bozzuffi,
Max von Sydow, Fernando Rey, Tina Aumont,
Renato Salvatori, Anna Proclemer, Luigi Pistilli
TRAMA
In un paese immaginario (ma immaginabile) vengono uccisi alcuni alti magistrati. L'ispettore Rogas (Lino Ventura) concentra i suoi sospetti su di un farmacista, ma quando la catena di omicidi raggiunge la capitale, le indagini si spostano sulle "frange" dell'estrema sinistra. Rogas, però, riesce ad ottenere le prove d'un disegno eversivo che coinvolge le stesse alte sfere dello Stato. Ne informa il segretario del Partito comunista, ma entrambi saranno uccisi in un agguato. Falsa e sviante la versione della polizia. I compagni del segretario, pur non ignorando la verità, rinunciano tuttavia alla conquista del potere ritenendola prematura e preferiscono accettare la versione ufficiale per evitare scontri di piazza che avrebbero dato il pretesto per un colpo di Stato militare. Primo film sulla "strategia della tensione", ricavato da Il contesto di Sciascia.
DAVID DI DONATELLO (1976)
PER MIGLIOR REGIA (Francesco Rosi) E MIGLIOR FILM (Alberto Grimaldi)
Anna Proclemer
Annabella Incontrera
Annabella Incontrera
Annabella Incontrera nasce a Milano l'11 giugno 1943, è stata attiva nel cinema ed in televisione fra gli anni '60 e '70. Complessivamente ha girato una quarantina di film. È stata interprete di b-movie (spaghetti western, film peplum, film thriller, commedia erotica all'italiana). Ha toccato l'apice della notorietà ad inizio anni settanta: nel solo 1971 ha girato sette film (sebbene in uno non sia stata accreditata). Nel 1969 sposa il critico cinematografico Guglielmo Biraghi, dal quale ha un figlio, ma divorzia quattro anni dopo.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
A suon di lupara (1968)
Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972)
Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (Thriller 1972)
(Un buon thriller con altre 2 bellissime attrici: Edwige Fenech e Paola Quattrini)
Annabella Incontrera
Annarita Grapputo
Annarita Grapputo (1954) è un'attrice e modella italiana. ha lavorato come attrice in diversi film italiani a partire dal 1975. Cresciuta a Carmagnola (Torino), inizia a lavorare come modella. Una delle sue fotografie viene notata da Carlo Lizzani, che le affida il ruolo di Daniela nel suo Storie di vita e malavita. Da allora, dopo aver posato senza veli per l'edizione italiana di Playboy nell'ottobre 1975, inizia a partecipare a diversi film, anche come protagonista come in Torino violenta. A volte è stata accreditata come Anna Rita Grapputo: nell'intervista a Playboy, diceva che il suo nome completo fosse Anna Rita Maria Clotilde Grapputo. Abbandona le scene nel 1982.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Roma drogata: la polizia non può intervenire (1975)
Storie di vita e malavita (1975) di Carlo Lizzani
Come cani arrabbiati (1976)
Il film si svolge interamente a Roma, e presenta alcuni riferimenti al cosiddetto Massacro del Circeo, un caso di cronaca nera avvenuto circa un anno prima. Spesso viene erroneamente confuso con il film Cani arrabbiati di Mario Bava girato nel 1974 ma rimasto inedito fino al 1995. Dopo la sua uscita nelle sale del 1976 Il film è rimasto virtualmente invisibile in Italia per molti anni. Prima che la label Camera Obscura pubblicasse il film in DVD e Bluray nel novembre 2014, era infatti disponibile in italiano soltanto una pessima copia.
Torino violenta (1977) con George Hilton
Poliziotto senza paura (1978) di Stelvio Massi con Maurizio Merli

Annarita Grapputo
Annarita Grapputo
Annie Carol Edel
Attrice. Conosciuta anche come Anna o Annie Karol Edel, recitò in parti secondarie in poco meno di una decina di film, tra il poliziottesco e l'erotico, tra la metà degli anni '70 e la metà degli anni '80.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
La mano nera (1973)
Milano odia: la polizia non può sparare (1974) (con il nome di Annie Edel)
Il "Classico" di Umberto Lenzi  insieme a "Milano odia: la polizia non può sparare" (1974)
Napoli Palermo New York il triangolo della camorra (1981)
Annie Carol Edel
Annie Carol Edel
Anita Strindberg
Anita Strindberg, nome d'arte di Anita Edberg è un'attrice svedese nata il 29 maggio 1938. Durante gli anni settanta partecipò a parecchie pellicole italiane (22 film) del cosiddetto cinema di genere (thriller, horror, erotico, poliziottesco, commedia).

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Milano odia: la polizia non può sparare (1974) Un "Classico" di Umberto Lenzi
L'uomo senza memoria (1974) di Duccio Tessari con Luc Merenda, Senta Berger.
Una lucertola con la pelle di donna (Thriller 1971) di Lucio Fulci con Florinda Bolkan
Anita Strindberg
Anita Strindberg
 Antonella Lualdi
Antonella Lualdi
Antonella Lualdi, pseudonimo di Antonietta De Pascale, attrice e cantante italiana, nata a Beirut nel 1931. Figlia di un ingegnere civile italiano, incaricato di progettare un ponte in quella città, che sposò una ragazza egiziana di origine greca che viveva in Libano. Bellezza bruna mediterranea ma fine e tutt'altro che aggressiva, negli anni Cinquanta ha spesso impersonato la tipica ragazza italiana e nel decennio seguente la donna fatale. Valorizzata dal cinema francese con "Quando le donne amano" (1953) di Christian-Jaque e "L'uomo e il diavolo" (1955) di Autant-Lara. In Italia ha dato il meglio di sé con "Tre storie proibite" (1953), "Cronache di poveri amanti" (1954), "Padri e figli (1957) tratto dall’omonimo romanzo di Turgenev, anche se le sue doti drammatiche non sono mai state sfruttate a pieno. Viene considerata subito una star al pari della Bosè e della Lollobrigida; negli anni cinquanta raccoglie vari successi come "Miracolo a Viggiù" (1951), "Ha fatto 13" (1951), "La cieca di Sorrento" (1952), "È arrivato l’accordatore" (1952), "Il cappotto" (1952) di Alberto Lattuada. Dopo una gavetta teatrale durata cinque anni, compare a diciannove anni nel film musicale “Signorinella” (1949); di seguito nello stesso anno compare anche in ora in "A Parigi in vacanza" (1957), "Il colore della pelle" (1959), "I delfini" (1960), "Appuntamento ad Ischia" (1960) "Il disordine" (1962), "Gli imbroglioni" (1963), "Se permette parliamo di donne" (1964) - regia di Ettore Scola e attore protagonista Vittorio Gassman e "La colonna di Traiano" (1969). Recita in 87 film.

Il suo successo dagli anni settanta cala, appare senza veli sull'edizione italiana di Playboy nel luglio 1979 e successivamente ottiene solo piccole parti. Decide allora di dedicarsi alla sua passione per la canzone e frequenta la casa discografica CAM per la quale incide il quarantacinque giri "Il sogno" che le regala un po’ dell’antica popolarità. Nel 1992 dopo più di un decennio di assenza dallo schermo ottiene finalmente il riconoscimento sperato da parte del pubblico televisivo apparendo nella serie televisiva francese "Il commissario Cordier" nel ruolo di Lucia Cordier, moglie italiana del protagonista.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
La legge violenta della squadra anticrimine (1976) di Stelvio Massi
Non sparate sui bambini (1978)
Mafia una legge che non perdona (1980)
Antonella Lualdi

Antonella Lualdi
Barbara Bach 
Barbara Bach, pseudonimo di Barbara Goldbach, e nota agli esordi anche come Barbara Gregorini, nasce a New York, il 27 agosto 1947, da una famiglia di emigrati ebrea e irlandese già in giovane età inizia a lavorare come modella prendendo parte ad alcune campagne pubblicitarie. In seguito studia in Italia dove, ancora adolescente, conosce il suo primo maritoche le darà due figli, tra cui la regista e cantautrice Francesca Gregorini. Nella penisola, presentandosi inizialmente con il cognome dell'allora consorte, nella seconda metà degli anni 1960 inizia la carriera nel mondo dello spettacolo, lasciando via via la moda per la recitazione e apparendo in sceneggiati televisivi e piccoli film. A metà degli anni 1970 si separa dal primo marito e, assieme ai figli, si trasferisce da Roma a Los Angeles. Nel 1977 ottiene fama internazionale come Bond Girl nel film di 007 "La spia che mi amava" , al fianco di Roger Moore. Malgrado il successo raggiunto alla fine di questo decennio, la sua carriera non decolla e nel corso dei successivi anni 1980 registra solo partecipazioni in pellicole minori, sino al ritiro dalle scene. Dal 1981 è moglie dell'ex Beatles Ringo Starr, con cui oggi vive in Inghilerra.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
La tarantola dal ventre nero (1971)
La corta notte delle bambole di vetro (1972) di Aldo Lado con Jean Sorel 
L'ultima chance (1973) di Maurizio Lucidi con Fabio Testi e Ursula Andress
Colpo in canna (1974) di Fernando Di Leo 
Il cittadino si ribella (1974) di Enzo G. Castellari

Barbara Bouchet
Bärbel Gutscher è nata in piena seconda guerra mondiale nel 1944, prima di quattro fratelli, a Reichenberg, nome tedesco di Liberec, oggi in Repubblica Ceca ma all'epoca parte della Cecoslovacchia occupata dai nazisti. Alla fine della guerra, la famiglia fu smobilitata in un campo profughi della Germania alleata e, da lì, ottenne un visto per gli Stati Uniti grazie al Displaced Persons Act del 1948[. I Gutscher si stabilirono in California a Five Points e, successivamente, a Sa Francisco, dove Barbel crebbe. Lì entrò nel corpo di ballerini adolescenti The KPIX Dance Party, con il quale prese parte regolarmente a show televisivi tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta. Partecipò allo show dal 1959 al 1962, quando decise di intraprendere la carriera cinematografica e trasferirsi a Hollywood modificando il proprio nome tedesco nel meglio pronunciabile, e francesizzante, Barbara Bouchet.
Nel decennio a seguire lavorò per il cinema e la televisione statunitense e, nel 1967, comparve anche in un episodio della seconda stagione della serie originale di Star Trek, Con qualsiasi nome, nella parte dell'aliena Kelinda.

Nei primi anni settanta tornò in Europa divenendo, grazie alla sua avvenenza, una delle attrici più apprezzate della prima generazione della commedia sexi italiana. Apparve sovente sulle copertine delle appena nate riviste soft-erotiche come Playmen italia cui presto fecero seguito anche le apparizioni televisive. I primissimi anni settanta la videro impegnata in numerosi poliziotteschi e thriller quali ad esempio Milano calibro 9 di Fernando Di Leo e Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci. (Recitò in quasi 70 film). Con il declino del filone cinematografico si ripropose come personaggio televisivo. Dal 2008 al 2010 ha interpretato la madre di Stella (Christiane Filangieri) nella fiction televisivaHo sposato uno sbirro. Più recentemente, è stata impegnata (2015) a Düsseldorf nelle riprese del film tedesco Cooking Cats di Isabelle Stever.
La go-do dancing della Boucet nel film "Milano Calibro 9" di Fernando Di Leo
FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Colpo rovente (1970)
L'uomo dagli occhi di ghiaccio (1970) di Alberto De Martino con Antonio Sabàto
La tarantola dal ventre nero (Thriller 1971)
La dama rossa uccide sette volte (Thriller 1972)
Non si sevizia un paperino (Thriller 1972) di Lucio Fulci con Tomas Milian
Milano calibro 9 (1972) Il "Classico" di Fernando Di Leo con Gastone Moschin
Un tipo con una faccia strana ti cerca per ucciderti (1973)
Quelli che contano (1974) con Henry Silva
Con la rabbia agli occhi (1976) di Antonio Margheriti con Massimo Ranieri
Diamanti sporchi di sangue (1978) di Fernando Di Leo con Claudio Cassinelli
Barbara Bouchet
Barbara Magnolfi
Barbara Magnolfi

Barbara Magnolfi nasce a Rennes il 16 Aprile 1955. Fin da bambina studia danza e recitazione. Ancora giovanissima, viene notata dal regista Antonio Pietrangeli che le offre un ruolo nel suo film Come, Quando, Perchè (1969). In questo periodo alterna il lavoro di attrice a quello di modella, facendosi notare per la sua avvenenza fisica ed il corpo perfetto. Considerata negli anni settantauna delle attrici italiane più promettenti, è tra gli interpreti di Morte sospetta di una minorenne (1975) di Sergio Martino e Disposta a tutto (1977) di Giorgio Stegani, in cui evidenzia tutte le sue doti di attrice drammatica. Nel 1977 si sposa con l'attore francese Marc Porel ed interpreta il ruolo di Olga nel celeberrimo Suspiria, di Dario Argento. Negli anni ottanta lavora sia per il cinema che per la televisione, interpretando tra l'altro il ruolo di Rita nel cannibal movieInferno in diretta (1985) di Ruggero Deodato. Attualmente la Magnolfi vive e lavora a Los Angeles, dove all'attività di attrice ha recentemente aggiunto anche quella di produttrice.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Morte sospetta di una minorenne (1975) di Sergio Martino con Claudio Cassinelli
Milano, una ragazza di nome Marisa viene assassinata. Sul caso indaga il commissario Germi (Claudio Cassinelli), che aveva conosciuto per caso la ragazza poco prima della morte. Nonostante i suoi metodi violenti e fuori norma, Paolo Germi riuscirà a capire la verità che si nasconde dietro l'omicidio: verrà a galla un traffico di minori che lo stesso poliziotto dovrà fronteggiare.
La madama (1975) di Duccio Tessari
Milano... difendersi o morire (1977) Di Gianni Martucci con Marc Porel
Suspiria (Thriller 1977) di Dario Argento
La pagella (1980) con Marc Porel

Barbara Magnolfi
Beba Loncar
Beba Loncar, pseudonimo di Desanka "Beba" Lončar, nata il 28 aprile del 1943 a Belgrado, nel quartiere di Tašmajdan, nel 1960, mentre frequentava il liceo venne notata dai produttori di Ljubav i moda. Dopo alcune piccole parti, la più rilevante delle quali in "Nono cerchio" (Deveti krug), film dedicato all'Olocausto, nel quale Beba interpretava Ruth, una giovane ebrea destinata al campo di concentramento nonostante tutti gli sforzi compiuti da una famiglia di Zagabria per evitarlo, la sua carriera prese decisamente una svolta internazionale. Infatti negli anni sessanta alcuni produttori americani, a causa degli alti costi di Hollywood si rivolgevano all'Europa e, fra i tanti studi nati per soddisfare queste necessità, v'era anche l'Avala Film Studio di Belgrado, molto frequentato fin dall'inizio.
Beba Loncar


Nel 1963 il regista inglese Jack Cardiff stava preparando "Le lunghe navi", film ambientato all'epoca dei vichinghi, con un cast importante che comprendeva tra gli altri Richard Widmark, Sidney Poitier e Rosanna Schiaffino. All'improvviso, l'attrice scelta per la parte di Gerda abbandonò il set e Cardiff fu costretto a cercare un rimpiazzo. Per esigenze del copione, l'attrice doveva sembrare una vichinga, ma nessuna delle sostitute a disposizione della produzione aveva le caratteristiche somatiche richieste. Curiosando negli studi, Cardiff notò casualmente alcune foto di scena di Beba e decise di scritturarla. La carriera internazionale di Beba Lončar era incominciata.

Nel 1964, chiamata da Mauro Bolognini, apparve in "La donna è una cosa meravigliosa", film presentato al Festival di Venezia. Nello stesso anno la giovane attrice serba lavorò in Francia, Jugoslavia, Germania e Italia. L'anno successivo, il regista Pietro Germi le diede la prima parte importante della sua giovane carriera in Signore & signori, feroce rappresentazione di una provincia ipocrita e perbenista, Gran Premio al Festival di Cannes del 1966.
In seguito, tralasciando la carriera impegnata, partecipò a molti film di genere, più di 50 i film interpretati. La sua carriera cinematografica si è diradata fino a terminare nei primi anni ottanta; in seguito, Beba Loncar è ritornata in Jugoslavia, tabilendosi a Spalato, dove il marito gestiva uno dei locali più noti della città. Alla fine degli anni novanta, lasciato il marito, è tornata con un nuovo compagno nella natia Belgrado.
FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Quella carogna dell'ispettore Sterling (1968)  con Henry Silva
Interrabang (1969) con Corrado Pani
La ragazza dalla pelle di luna (1972) 
Terza ipotesi su un caso di perfetta strategia criminale (1972) con Lou Castel 
Ho incontrato un'ombra (1974) 
Perché si uccidono - La merde (1975) 
La polizia ordina: sparate a vista (1976) 
Gli uccisori (1977)
La villa delle anime maledette (Thriller 1982) di Carlo Ausino
Beba Loncar
Carla Gravina
Carla Gravina
Figlia di un colonnello dell'esercito, Carla Gravina nasce a Gemona del Friuli il 5 Agosto 1941. Appena quindicenne esordisce nel cinema in Guendalina di Alberto Lattuada (1957) e, da allora, inizia una lunga carriera che la porterà a diventare una delle maggiori interpreti del cinema e del teatro italiano. Ancora poco più che adolescente, nel 1958, figura fra gli interpreti di Padri e figli, sceneggiato televisivo diretto da Guglielmo Morandi. Nel 1959 è valletta nel programma TV "Il Musichiere", condotto da Mario Riva.

A partire dagli anni sessanta inizia a lavorare in teatro. Debutta nel 1960 interpretando Giulietta a Verona nell'ambito del Festival Shakespeariano, insieme a Gian Maria Volonté, che diviene suo compagno di vita per molti anni, (Carla Gravina ha avuto una lunga relazione con lui, da cui è nata nel 1961 la figlia Giovanna Gravina, che ha assunto il cognome della madre, poiché Volontè all'epoca era sposato con Tiziana Mischi e per legge non poteva riconoscere la figlia) e con cui condivide anche un forte impegno politico, (Carla Gravina è candidata per il PCI nel collegio di Milano alle elezioni politiche del Giugno (1979). Dopo anni di impegno teatrale, nel 1967 torna al cinema con ruoli più maturi, interpretando I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini e, l'anno successivo, Banditi a Milano di Carlo Lizzani accanto a Volonté. Nel 1971 è protagonista, con Jean-Louis Trintignant e Dominique Sanda del film Senza movente, thriller a sfondo psicologico ambientato a Nizza. Convinta ormai che sia il cinema che la televisione non hanno più bisogno di attrici della sua età e del suo calibro, a partire dagli anni ottanta gli abbandona sempre di più per dedicarsi principalmente al teatro, dove è diretta dai massimi registi italiani, tra cui Giorgio Strehler, Luca Ronconi e Giancarlo Cobelli. Tra le interpretazioni più significative spicca quella di Mirandolina ne La locandiera di Carlo Goldoni. Conclude la carriera cinematografica nel 1993, con il film Il lungo silenzio, di Margarethe von Trotta.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Banditi a Milano (1968) di Carlo Lizzani con Gian Maria Volontè, Tomas Milian
Un bellissimo film ancora attuale per la tematica e la realizzazione.
"Banditi a Milano" non può che essere lodato. Tra gli interpreti, va ricordato in primo luogo Gian Maria Volonté, nei panni del capobanda esaltato e vigliacco: un ritratto magistrale, da attore tanto grande quanto coraggioso. Lo affiancano ottimamente, quali gregari, uno scavato Don Backy, un più che giusto Ezio Sancrotti e il molto promettente Raymond Lovelock. Tomas Milian s'incarica con garbo e umanità di disegnare un gustoso tipo di giovane commissario napoletano.
Senza movente (1971) di Philippe Labro con Jean-Louis Trintignant
Il caso Pisciotta (1972) di Eriprando Visconti con Tony Musante
Tony Arzenta (Big Guns) (1973) di Duccio Tessari con Marc Porel
I giorni del commissario Ambrosio (1988) di Sergio Corbucci con Ugo Tognazzi
Carla Gravina
Carole Andrè
Carole Andrè
Carole André Smith nasce a Parigi, l'11 marzo 1953. Carole entra nel mondo del cinema da adolescente. Il suo ruolo più noto è stato probabilmente quello di Lady Marianna, la Perla di Labuan, nello sceneggiato televisivo Sandokan. Recita in 34 film di genere, dallo "Spaghetti Wester" al Poliziottesco alla commedia all'italiana, ma anche con bravissimi registi: Federico Fellini, Mario Monicelli, Sergio Sollima, Alberto De Martino, Fernando Di Leo, Massimo Dallamano, Duccio Tessari. In un'intervista rilasciata durante la trasmissione Sottovoce condotta da Gigi Marzullo, l'attrice ha affermato di essersi laureata come architetto con specializzazione in giardini. Si è anche occupata di organizzazione di eventi con la sua società Smith & Wendy. Da tempo si dedica al nuoto amatoriale master con ottimi risultati sportivi.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Una farfalla con le ali insanguinate (Thriller 1971) di Duccio Tessari
La madama (1975) di Duccio Tessari
Il colpaccio (1976)
Quelli della calibro 38 (1976) di Massimo Dallamano con Marcel Bozzuffi 
Carole Andrè
Claudia Cardinale
Claudia Cardinale
Nota per la calda bellezza di una sorta di Brigitte Bardot mediterranea, la Cardinale ha sempre avuto un particolare impatto sul pubblico. La sua è stata una carriera strepitosa che malgrado la bellezza nessuno avrebbe pronosticato. Il timbro particolarissimo della sua voce rauca e bassa, leggermente strascicata, alla giovane Claudia sembrava proprio un difetto, invece
 divenne una delle sue impronte più riconosciute. Nata a Tunisi il 15 aprile 1938 da genitori di origine siciliana, Claudia Cardinale muove i primi passi nel mondo del cinema proprio in Tunisia, partecipando a un piccolo film a basso costo. Nel 1958 si trasferisce con la famiglia in Italia e senza grandi aspettative decide appunto di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia. Non si sente a suo agio, l'ambiente la delude e soprattutto non riesce a controllare come vorrebbe la sua dizione, che risente di un forte accento francese, abbandona quindi il Centro Sperimentale di Cinematografia, decisa a dedicarsi alla carriera di insegnante.

Il 1958 è l'anno di "I soliti ignoti", il capolavoro di Mario Monicelli che spalanca le porte del cinema ad un gruppo di attori allora poco conosciuti, tra cui Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Salvatori e la nostra giovanissima Claudia Cardinale, le cui foto apparse su un settimanale erano state notate dal produttore Franco Cristaldi, responsabile della Vides (poi diventato suo marito), che si premurò di metterla sotto contratto.

Claudia Cardinale

La pellicola di Monicelli, inutile ricordarlo, fu un boom clamoroso, accreditandosi fin da subito come uno dei capolavori della cinematografia italiana. La Cardinale con questo titolo sarebbe già stata inscritta d'ufficio nella storia del cinema. Fortunatamente arrivano altre partecipazioni fra cui "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi e "I delfini" di Francesco Maselli, in cui la Cardinale va progressivamente costruendo la sua recitazione liberandosi dai cliché della semplice bellezza mediterranea. Si accorge presto di lei Luchino Visconti che, sempre nel 1960, la convoca sul set di "Rocco e i suoi fratelli", altro capolavoro di caratura storica. E' il preludio per l'ingresso in quell'altro gioiello di ricostruzione storica che è la trasposizione cinematografica de "Il Gattopardo", in cui la bellezza dell'attrice tunisina risalta in tutta la sua aristocratica ombrosità. In quello stesso periodo l'attrice partorisce un figlio illegittimo più avanti adottato da Cristaldi, e affronta con grande dignità e coraggio lo scandalo e i pettegolezzi che la vicenda provoca nella mentalità ancora rigida di quegli anni.
Claudia Cardinale
Sono anni di grande popolarità per la Cardinale che interpreta anche "Otto e mezzo" (1963) di Federico Fellini e prende parte a numerose produzioni hollywoodiane, come "La pantera rosa" (1963, di Blake Edwards, con Peter Sellers), "Il circo e la sua grande avventura" (1964) accanto a John Wayne e "I professionisti" (1966) di Richard Brooks.

Nel 1968 grazie a Sergio Leone ottiene un altro grande successo con "C'era una volta il West" (con Henry Fonda e Charles Bronson), in cui interpreta il ruolo della protagonista femminile.
Nello stesso anno recita in "Il giorno della civetta" di Damiano Damiani e si cala con grande professionalità nei panni di una popolana siciliana, offrendo qui una delle sue interpretazioni migliori. Concluso il matrimonio con Cristalli l'attrice si unisce negli anni '70 con il regista Pasquale Squittirei che la dirige nei film "Il prefetto di ferro", "L'arma" e "Corleone". Sono le uniche apparizioni del decennio in cui con la nuova maternità l'attrice decide di dedicarsi prevalentemente alla sua vita privata. Negli anni '80 torna di nuovo sulle scene, intatta nel suo fascino che sembra esaltarsi con il passare degli anni, ed è attrice per Werner Herzog in "Fitzcarraldo", per la Liliana Cavani in "La pelle" e per Marco Bellocchio nel suo "Enrico IV". Nel 1991 torna a lavorare con Blake Edwards al fianco di Roberto Benigni ne "Il figlio della pantera rosa". Dal 1989 risiede stabilmente a Parigi. Ha vinto 5 David di Donatello più una candidatura quale Miglior attrice nel 2016; 4 Nastri d'Argento e una Nomination Miglior attrice, 3 Globo d'Oro. Acclamata al Festival di Berlino 2002, riceve il meritato Orso d'Oro alla carriera.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani con Franco Nero
Un ottimo film ancora attuale con grandi attori, in conclusione un film da vedere.
I guappi (1974) di Pasquale Squitieri con Franco Nero, Fabio Testi
Corleone (1977) di Pasquale Squitieri con Giuliano Gemma, Michele Placido
Goodbye & amen (1977) di Damiano Damiani con Tony Musante
Il prefetto di ferro (1977) di Pasquale Squitieri con Giuliano Gemma
L'arma (1978) di Pasquale Squitieri con Stefano Satta Flores 
Claudia Cardinale
Claudine Auger
Claudine Auger
Claudine Auger, nome d'arte di Claudine Oger, nacque a Parigi il 26 aprile 1941

Nel 1958, dopo aver vinto il concorso per la selezione di Miss Francia Mondo, partecipò al concorso di Miss Mondo dove giunse seconda. È diventata famosa negli anni '60 per il ruolo della Bond girl Dominique "Domino" Derval nel film Agente 007 - Thunderball (Operazione tuono).

Il ruolo era stato in origine affidato ad una attrice italiana, come italiana era la donna del romanzo di Jan Fleming dal quale era tratto il film, ma la Auger impressionò a tal punto i produttori che la sceneggiatura venne riscritta per una donna francese, più congeniale alla sua interpretazione. Il film lanciò la Auger in una fortunata carriera nel cinema europeo ed italiano dove girò circa 30 film di genere, dal "poliziottesco" al giallo alla commedia sexi , mentre negli Stati Uniti non raggiunse un pieno successo.
FILMOGRAFIA POLIZIESCA
I bastardi (1968) di Duccio Tessari
Escalation (1968) di Roberto Faenza
La tarantola dal ventre nero (Thriller 1971)
Ricatto alla mala (1975) con Karl Malden
Il colpaccio (1976)
Claudine Auger
Charlotte Rampling
Attrice dal fascino ambiguo e dall'innato talento, Charlotte Rampling nasce a Sturmer, in Gran Bretagna, il 5 febbraio 1945 e trascorre l'infanzia e l'adolescenza nei più esclusivi collegi inglesi e francesi, fino al debutto nel mondo dello spettacolo in qualità di modella e indossatrice.


Nel 1965 esordisce sul grande schermo con un piccolo ruolo in Non tutti ce l'hanno, uno dei film manifesto della Swinging London che vince la Palma d'Oro a Cannes e ottiene un grandissimo successo. Dopo i poco fortunati Georgy, svegliati (1966), Sequestro di persona (1967) e Il lungo duello (1967), Charlotte viene scoperta dal nostro Luchino Visconti, che la vuole nel cast de La caduta degli dei (1969). Da questo momento l'attrice si mette spesso al servizio della cinematografia italiana, recitando per Giuseppe Patroni Griffi in Addio fratello crudele (1971), per Giuliano Montaldo in Giordano Bruno (1973) e soprattutto per Liliana Cavani, che con il suo Il portiere di notte (1974) le regala la fama internazionale. Successivamente la Rampling affianca Sean Connery sul set del fantascientifico Zardoz (1973), poi dopo il ruolo dell'ereditiera Claire nel noir Un'orchidea rosso sangue (1975) e dopo aver fatto girare la testa all'investigatore Robert Mitchum in Marlowe, il poliziotto privato (1975), torna a lavorare in Italia e si esibisce in un balletto memorabile in coppia con Adriano Celentano per Yuppi Du (1975). La sua carriera prosegue senza sosta tra l'Europa e gli Stati Uniti, dove recita per esempio in Angel Heart - Ascensore per l'inferno (1987) accanto a Mickey Rourke, e durante gli anni Novanta l'attrice si dedica anche alla televisione.
Nel 2000 Charlotte torna sul grande schermo con l'intenso Sotto la sabbia di François Ozon. Sposata dal 1972 al 1976 con l'agente pubblicitario Brian Southcombe e dal 1978 al 1996 con il compositore francese Jean-Michel Jarre, Charlotte Rampling ha tre figli, Barnaby avuto dal primo matrimonio, David e Emilie dal secondo. E' stata protagonista in 78 film.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Sequestro di persona (1968) di Gianfranco Mingozzi con Franco Nero
Charlotte Rampling
Dada Gallotti
Dada Gallotti, all'anagrafe Alda Gallotti nasce a Milano l'8 aprile 1935.
Dada Gallotti
La carriera cinematografica di Dada Gallotti si sviluppa soprattutto negli anni '60 e '70 per poi interrompersi definitivamente nei primi anni '80. Ha interpretato ruoli di secondo piano, recitando comunque in più di 60 film, dando vita a personaggi estremamente vari e diversi tra loro, dalle signore borghesi ad avventuriere con pochi scrupoli, ma anche amiche generose e disponibili. Ha preso parte ad alcuni film western dove è apparsa con lo pseudonimo di Diana Garson. Il suo esordio è merito di Giuseppe De Santis che la sceglie, dopo averla notata in un negozio, impiegata come commessa, per il suo film Roma ore 11 del 1952. Nei primi anni '50 forma con Alberto Farnese, suo compagno anche nella vita, una coppia di successo. Ha lavorato con registi quali Luigi Zampa e Antonio Pietrangeli ed è apparsa in televisione nella commedia I fratelli Castiglioni (1954), diretta da Camillo Mastrocinque. Dopo il matrimonio con Otto Lughin, un industriale altoatesino, decide di allontanarsi definitivamente dagli schermi.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Escalation (1968) di Roberto Faenza con Lino Capolicchio
L'altra faccia del padrino (1973) di Franco Prosperi
La ragazza di via Condotti (1973) con Frederick Stafford
Sgarro alla camorra (1973)
Quelli che contano (1974) di Andrea Bianchi con Henry Silva, Barbara Bouchet
Il saprofita (1974)
Mark il poliziotto (1975) di Stelvio Massi con Franco Gasparri
Macrò - Giuda uccide il venerdì (1975) di Stelvio Massi
Milano violenta (1976) di Mario Caiano con Claudio Cassinelli
Dada Gallotti
Dagmar Lassander
Dagmar Lassander
Dagmar Lassander vero nome Dagmar Regine Hader nacque a Praga il 16 giugno 1943. Figlia di una tedesco-cilena e di un francese, iniziò come costumista lavorando fra l'altro all'Opera di Berlino. Dopo aver preso lezioni di recitazione da Claus Holm, ottenne il primo piccolo ruolo nel 1966 n un film di Will Tremper. La bella attrice si legò presto al ruolo della seduttrice lasciva e dal 1969 iniziò a farsi conoscere nel cinema internazionale, specialmente di produzione italiana. Negli anni settanta e ottanta lavorò in un gran numero di film erotici, polizieschi e d'orrore (più di 50 film). In Piedone l'africano recitò al fianco di Bud Spencer. Quasi sempre doppiata, la si può ascoltare recitare con la sua voce in W la foca e nelle serie televisive I ragazzi della 3ª C e I ragazzi del muretto.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Femina ridens (1969)
L'iguana dalla lingua di fuoco (Thriller 1971)
Il consigliori (1973) di Alberto De Martino con Tomas Milian
Gli amici di Nick Hezard (1976) di Fernando Di Leo con Luc Merenda
Puttana galera! (1976)
I gabbiani volano basso (1977) con Maurizio Merli
Ritornano quelli della calibro 38 (1977) con Antonio Sabàto
Piedone l'africano (1978) di Stefano Vanzina con Bud Spencer
Dagmar Lassander
 Dalila Di Lazzaro
Dalila Di Lazzaro
Dalila Di Lazzaro nata a Udine il 29 gennaio 1953 è una modella, attrice, cantante e attualmente scrittrice. Inizia la carriera nel mondo dello spettacolo come indossatrice, cimentandosi anche come stilista. Viene poi scelta come testimonial pubblicitario per una nota casa di collirio.

Nel 1972 debutta al cinema in un spaghetti western con lo pseudonimo di Dalila Di Lamar. Seguono numerose pellicole in ruoli minori (recita in circa 40 pellicole), fino al 1974 quando recita nel film, Il mostro è in tavola... barone Frankenstein, di Paul Morrissey. Dal 1991, in seguito alla perdita improvvisa dell'unico figlio Christian, vittima a 22 anni di un incidente stradale, la Di Lazzaro, fortemente provata, si allontana dalle scene cinematografiche, lavorando saltuariamente in fiction televisive. Negli anni successivi sarà anche soggetta ad una forma di dolore fisico cronico, in seguito ad un incidente motociclistico che le ha causato la frattura della prima vertebra del collo, costringendola a rimanere immobile nel letto, distesa e convalescente per lungo tempo. Questo infortunio comporterà una lunga battuta d'arresto nella sua carriera di attrice. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo libro-autobiografia, dal titolo Il mio cielo, seguito da, L'angelo della mia vita. Piccoli miracoli intorno a me, dedicato al figlio Christian.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Il bestione (1974) di Sergio Corbucci
L'ultimo treno della notte (1975) di Aldo Lado con Enrico Maria Salerno
La ragazza dal pigiama giallo (Thriller 1977)
Il bandito dagli occhi azzurri (1980) con Franco Nero
Dalila Di Lazzaro
Daniela Giordano
Daniela Giordano nasce a Palermo il 7 novembre 1948, Inizia la sua carriera dopo la vittoria a Miss Italia nel 1966. In precedenza si era aggiudicata i titoli di Miss Palermo e Miss Sicilia. Al concorso di Miss Europa giunge terza. È il passaporto per il cinema, e nel 1967 esordisce sullo schermo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in I barbieri di Sicilia. È molto richiesta per tutti gli anni settanta per i film di genere horror, western o la commedia erotica all'italiana (lavora in quasi 40 film di genere) molto in voga in quegli anni, poi il lavoro si dirada. Nei primi anni ottantasmette di lavorare e torna in Sicilia dove si occupa di parapsicologia.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Violenza contro la violenza (1973)
Il vizio ha le calze nere (Thriller 1975)
Roma violenta (1975) di Marino Girolami
Il braccio violento della mala (1978)


Daniela Giordano con Maurizio Merli in "Roma violenta" del 1975
Delia Boccardo
Delia Boccardo
Delia Boccardo nasce a Genova il 29 gennaio 1948. Trasferitasi a Roma nel 1965 per seguire i corsi di recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, debuttò all'età di 18 anni nello spaghetti-western Tre pistole contro Cesare (1966). Interpretò il suo primo ruolo internazionale ne L'infallibile ispettore Clouseau (Inspector Clouseau, 1968) e continuò ad essere impiegata soprattutto come interprete di personaggi femminili caratterizzati dalla bellezza nell'ambito di film di azione e poliziotteschi come La polizia incrimina, la legge assolve. Fu la protagonista dello sceneggiato RAI del 1980 L'enigma delle due sorelle, in cui interpretava il personaggio principale, perseguitato dalla voce della sorella, morta in un incidente stradale pochi anni prima. Nel 1980 ha posato nuda per l'edizione italiana di Playboy. Attiva anche in teatro, dove debuttò con Raf Vallone, tra gli anni 80 e 90 lavorò a lungo sotto la guida del regista Luca Ronconi, in spettacoli come Re Lear, Ignorabimus e Tre sorelle. Ha lavorato a lungo in produzioni televisive italiane. Nel 2002, nel pieno del successo di "Incantesimo" afflitta da una grave depressione acuita dalla morte del padre, ha tentato il suicidio ingerendo una quantità ingente di farmaci.
Avrebbe dovuto partecipare alla serie televisiva Rossella, nel ruolo della madre della protagonista, ma a causa di un malore sul set è stata costretta a rinunciarvi, venendo subito sostituita da Monica Guerritore. Nel 2012 sarebbe anche dovuta rientrare in teatro, in un progetto che, tuttavia, si arenò.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Un detective (Macchie di Belletto) (1969) di Romolo Guerrieri con F. Nero, F. Bolkan
La polizia incrimina la legge assolve (1973) di Enzo G. Castellari con Franco Nero
Secondo molti critici, il vero iniziatore della saga del poliziesco è proprio questo film; per quanto uscito circa un anno dopo La polizia ringrazia è il film di Castellari ad anticipare le tendenze del cinema che verra in seguito di Lenzi e Massi con Merli, Merenda & C. Vero è che alcune tematiche che saranno molto care al poliziesco, come la microcriminalità diffusa e spietata e le ambientazioni strettamente metropolitane, sono toccate più ne La polizia ringrazia, e che in nessuno dei due film emerge ancora la figura del poliziotto disposto a farsi giustizia da solo, che sarà in seguito incarnato prevalentemente da Maurizio Merli e Luc Merenda. Comunque la si veda, La polizia incrimina... è un film fondamentale per la nascita e lo sviluppo del genere poliziesco italiano e, perlomeno dal punto di vista tecnico, probabilmente il migliore di tutta la serie.
Un fiocco nero per Deborah (Thriller 1974)
Il poliziotto è marcio (1974) di Fernando Di Leo con Luc Merenda
La polizia accusa: il servizio segreto uccide (1975) di Sergio Martino con Tomas Milian
All'interno dei film polizieschi, un discorso a parte merita l'opera di Sergio Martino, peraltro uno dei maggiori registi dell'intero cinema di genere italiano con opere che spaziano dalla commedia sexi ai cannibal movies, passando per i thriller e, ovviamente, per i polizieschi, con l'altro notevole Milano trema la polizia vuole giustizia. La polizia accusa..., infatti, si ispira a un profilo più alto, lascia da parte le rapine in banca, le bande e la microcriminalità e attacca frontalmente la questione delle trame oscure legate ai servizi segreti deviati, doppiogiochisti e golpisti. Corre infatti il 1975, e Martino si impegna in un vero e proprio instant-movie, considerando che nell'opinione pubblica è ancora vivo lo sgomento per le bombe in Piazza della Loggia a Brescia e sul treno Italicus, nelle quali iniziano ad emergere chiare responsabilità da parte dei servizi segreti che però non portano (neanche adesso) ai burattinai dell'intera strategia. Il film è un GRANDE CLASSICO del genere.
L'enigma delle due sorelle (Sceneggiato TV 1980)
Delia Boccardo
Dirce Funari
Dirce Funari

Dirce Funari nasce a Roma il 24 luglio 1957. Interpreta la sua prima parte nel film commedia Il ginecologo della mutua, diretto nel 1977 da Joe D'Amato. Successivamente avrà svariate parti nei film del periodo erotico-esotico del medesimo regista e reciterà nel ruolo di protagonista nel controverso film Blue movie di Alberto Cavallone. Molti film in cui è presente sono film pornografici ma in nessuno di essi lei ha interpretato ruoli hardcore.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
I padroni della città (1976) di Fernando Di Leo
L'ultima volta (1976) di Aldo Lado con Massimo Ranieri
La bravata (1977)
Suor Emanuelle (1977)

Edwige Fenech
Edwige Fenech
Edwige Fenech, nasce nell’Algeria francese ad Annaba, il 24 dicembre 1948, da padre nativo di Malta e da mamma italiana, ed è proprio con quest’ultima che Edwige si trasferisce in Francia ancora adolescente per completare gli studi. Sogna di diventare medico la ragazza, ma non ci riuscirà perché qualcuno la noterà per la strada e le offrirà di entrare nel rutilante mondo dello spettacolo. Edwige è bella, di una bellezza acqua e sapone eppure intrigante e voluttuosa.
A soli 19 anni partecipa al concorso di bellezza Lady France, a Cannes, vince e ottiene il diritto di partecipare a Lady Europa dove invece si classifica al terzo posto, viene però notata da un talent scout che le propone di girare la pellicola Samoa, regina della giungla. Sua madre vorrebbe ancora che Edvige finisse gli studi programmati, ma la ragazza è irremovibile e così gira il suo primo film, non certo un capolavoro o una produzione hollywoodiana, ma comunque un inizio. La prima grossa occasione arriva quando viene scritturata per girare due film con quella che allora è la coppia comica del momento, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Siamo alla fine degli anni ’60, e in quel periodo in Italia va molto di moda il genere giallo con una “spruzzata”di erotismo, e lei inizia ad essere una delle interpreti che vanno per la maggiore. Recita in Lo strano vizio della signora Wardh di Sergio Martino, e al botteghino il successo è travolgente.
Edwige Fenech



La suaconsacrazioneavviene però dal 1972 in poi, quando inizia a girare le commedie sexy con i comici famosi, come ad esempio Lino Banfi. Sono gli anni di Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda di Mariano Laurenti, e di Giovannona Coscialunga disonorata con onore, divenuti in seguito veri e propri cult del cinema trash. Reciterà in più di 70 film di ogni genere, dalla commedia sexi, al comico e al poliziottesco.

In tutto questo, però, non va dimenticata la vita privata di Edwige. Sebbene sia stata a lungo la sex symbol degli italiani, la Fenech ha sempre dimostrato una pacatezza ammirevole nella vita privata, fatta di molta sostanza e poche chiacchiere. Edvige ha un figlio, la cui paternità è sempre rimasta misteriosa, mentre è stata legata per 11 anni al produttore Luciano Martino e 18 anni a Luca Cordero di Montezemolo. Per tornare alla carriera della Fenech, finita la stagione delle decine di pellicole da lei girate andata avanti fino agli albori degli anni ‘80, Edwige non è rimasta con le mani in mano. Dopo essere stata anche un’ottima doppiatrice, ha fondato una sua casa di produzione che ha realizzato parecchi successi. Attualmente è una manager di successo e, dopo aver trascorso parecchi anni in Cina, vive a New York, è sposata con Massimo Wermuller. Sembra, a detta di tutti, che il loro sia uno splendido matrimonio.
Edwige Fenech

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
5 bambole per la luna d'agosto (Thriller 1969) di Mario Bava con Ira Furstenberg
Top sensation (1969)
Lo strano vizio della signora Wardh (Thriller 1971) di Sergio Martino
Tutti i colori del buio (Thriller 1972) di Sergio Martino
Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (Thriller 1972)
Anna quel particolare piacere (Thriller 1973) di Giuliano Carnimeo con Corrado Pani
Il suo nome faceva tremare... Interpol in allarme (1973) con Lee Van Cleef
Nude per l'assassino (1975) di Andrea Bianchi con Nino Castelnuovo
Un delitto poco comune (Thriller 1988) di Ruggero Deodato 

Edwige Fenech
Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi nasce a Roma il 21 ottobre 1953, di padre italiano e madre ungherese, sorella dell'attrice Beatrice Giorgi, è ancora una studentessa d'arte, in procinto di sostenere l'esame di ammissione all'Istituto Centrale per il Restauro quando viene notata per il suo volto etereo dal produttore Tonino Cervi. Dopo aver recitato in uno spot televisivo, le viene proposto un film e la ragazza si ritrova sul set di Storia di una monaca di clausura (1973) con Catherine Spaak, Umberto Orsini, Tino Carraro e Giuliana Calandra, diventando protagonista della pellicola
In brevissimo tempo, riesce a entrare nel circuito dei film di serie B ma le manca ancora quel qualcosa che la metta sotto gli occhi del panorama cinematografico italiano. L'arduo compito di farlo spetta a Enrico Lucherini che decide di sfruttare una sua collega e amica, Ornella Muti, per una finta rivalità fra le due. Le convince, nonostante le loro riluttanze, a inscenare una tremenda litigata che attiri l'attenzione dei paparazzi appostati nelle vicinanze. Fra spine, schiaffi e risate trattenute, le due finiscono in prima pagina e le foto appaiono sulle riviste di settore, con gioia delle due colleghe che, per quando storcano il naso di fronte a simili mezzucci, alzano le spalle e si godono quell'ondata di popolarità che le travolge. Nel 1978, viene diretta da Franco Brusati in Dimenticare Venezia e nel 1979 dà scandalo per il suo matrimonio con l'editore Angelo Rizzoli Jr., dal quale avrà anche un figlio.


I due divorzieranno nel 1983, giusto in tempo perché la Giorgi cominci una nuova storia d'amore con l'attore Massimo Ciavarro, conosciuto in uno dei tanti set cinematografici della commedia italiana di allora, dove entrambi recitavano. Si guardano, si conoscono, dividono il cibo, si fanno le tenerezze e nasce una storia d'amore che culminerà quando i due, sposati e divenuto genitori, lasceranno definitivamente il mondo dello showbiz per ben 7 anni, vivendo in una casa di campagna e occupandosi di una fattoria a tempo pieno. Ma quel desiderio di "andare a vivere in campagna" è ancora lontano nella mente della Giorgi che nel 1980, entra nel film d'orrore Inferno con Alida Valli e dal 1984-1986, torna alla radio per condurre "Gran Varietà". Cominciano anche le sue partecipazioni televisive e la sua carriera, almeno in Italia, si fa più movimentata, dato che è richiestissima per il genere comico. Diventa l'attrice prediletta di Franco Castellano, Giuseppe Moccia e Luciano Salce ed è spesso partner diattori come Enrico Montesano, Johnny Dorelli e Renato Pozzetto, con il quale creerà dei duetti inossidabili nella storia del cinema italiano. Recita in 37 film di ogni genere ottenendo però il massimo del successo nelle commedie, (sexi e non) all'italiana edl suo maggiore successo è legato alla pellicola di Carlo Verdone Borotalco, che le frutta il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attrice. Successivamente, si dedica con maggiore intensità anche alla televisione lavorando nelle miniserie Yesterday - Vacanze al mare (1985) e Festa di Capodanno (1988). Dopo la sua separazione da Massimo Ciavarro, la Giorgi ritornerà al mondo dello spettacolo prima con la miniserie Uno di noi (1996) e poi con Lo zio d'America (2002) e il suo sequel (2006). Attualmente vive a Roma.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Liberi armati pericolosi (1976) di Romolo Guerrieri con Tomas Milian
L'ultima volta (1976) di Aldo Lado con Massimo Ranieri
Non sparate sui bambini (1978)
Un uomo in ginocchio (1979) di Damiano Damiani con Giuliano Gemma
Inferno (1980) di Dario Argento 
Eleonora Giorgi e, in alto a destra, Eleonora nel film "Appassionata" del 1974
Elsa Martinelli
Elsa Martinelli

Elsa Martinelli, nata in Toscana a Grosseto il 30 gennaio 1935, si trasferisce presto con la famiglia nella capitale. Scoperta dallo stilista Roberto Capucci venne da lui lanciata nel mondo della moda, divenendo un'indossatrice e fotomodella conosciuta in tutto il mondo.
Negli anni cinquanta arriva anche il cinema, in particolare con il film western "Il cacciatore di indiani", accanto a Kirk Douglas, che la scelse personalmente dopo aver visto una sua foto su una rivista americana. Viene scoperta dopo poco anche dalla critica, vincendo nel 1956 l'Orso d'Argento quale migliore attrice al Festival di Berlino grazie all'interpretazione nel film Donatella di Mario Monicelli. Ha lavorato con molti registi importanti in Italia, in Francia e negli Stati Uniti, come Orson Welles e Howard Hawks, ed accanto a grandi attori come Marcello Mastroianni, John Wayne e Robert Mitchum. È infatti una delle poche attrici italiane ad aver lavorato con successo anche a Hollywood. Dal 1970 ha iniziato a diradare l'attività cinematografica, dedicandosi alla televisione.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Qualcuno ha tradito (1967) di Franco Prosperi 
Una sull'altra (1969) di Lucio Fulci con Jean Sorel

Elsa Martinelli
Ely Galleani
Ely Galleani, accreditata anche con gli pseudonimi Ely de Galleani, Elly De Galeani, Edy Gall o Justine Gall è nata ad Alassio il 24 aprile 1953.  Di origini ucraine per parte di madre, è stata attiva in particolare negli anni settanta in film di genere (26 film), dal poliziesco, al thriller alla commedia erotica italiana. È stata sposata con il regista Carlo Vanzina (da cui si è poi separata) e si è ritirata dalle scene.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA
5 bambole per la luna d'agosto (1969) di Mario Bava 
In nome del popolo italiano (1971) di Dino Risi con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi
La polizia incrimina la legge assolve (1973) di Enzo G. Castellari con Franco Nero
Senza ragione (1973) con Franco Nero  
Mark il poliziotto spara per primo (1975) di Stelvio Massi con Franco Gasparri
Operazione Kappa: sparate a vista (1977)  

Ely Galleani
Erika Blanc
Erika Blanc pseudonimo di Enrica Colombatto nasce a Gargnano sul Garda in provincia di Brescia il 23 luglio 1942. all'inizio degli anni '60 si trasferisce a Roma per lavorare nel cinema. Debutta nel 1965 nel fil "Agente 077 missione Bloody Mary", sarà la prima pellicola (ne gireràoltre 70) che la porterà anche a reciyare a teatro, oltre che in televisione, soprattutto al fianco del suo compagno di vita Alberto Lionello sino alla morte di lui. Erika Blanc ha una figlia anch'essa attrice, Barbara Blanc, nata dalla sua unione con il regista Bruno Gaburro.
FILMOGRAFIA POLIZIESCA
Un milione di dollari per 7 assassini (1966) di Umberto Lenzi
Operazione paura (Thriller 1966) di Mario Bava 
Gangsters per un massacro (1968)
Così dolce... così perversa (Thriller 1969) di Umberto Lenzi
L'uomo più velenoso del cobra (Thriller 1971)
La mano lunga del padrino (1972) con Peter Lee Lawrence 
L'amico del padrino (1973)
Tony Arzenta (1973) di Duccio Tessari con Alain Delon
 Il giustiziere sfida la polizia (1974) 
 Carcerato (1981) di Alfonso Brescia con Mario Merola  
Erika Blanc
Eva Czemerys
Eva Czemerys
Eva Czemerys nasce nel 1940 a  Monaco di Baviera da genitori di origini russe, e già ad un anno si trasferisce in Italia, a Roma. Qui studia recitazione e nel 1971 esordisce come protagonista del film di Nello Rosati Bella di giorno moglie di notte. In seguito recita, a volte in ruoli di protagonista, in numerosi film di genere, dal poliziottesco al giallo alla commedia erotica. Si ritira a metà degli anni ottanta per dedicarsi al volontariato.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA 
L'arma, l'ora, il movente (1972) di Francesco Mazzei
24 ore... non un minuto di più (1972)
Una vita lunga un giorno (1973)
Perché si uccide un magistrato (1974) di Damiano Damiani
L'assassino ha riservato nove poltrone (Thriller 1974)
Roma drogata: la polizia non può intervenire (1975) 

Femi Benussi
Eufemia “Femi” Benussi nasce in Istria a Rovigno il 4 marzo 1945. Ebbe il suo momento di maggior notorietà durante tutti gli anni settanta; proveniente dal teatro e attiva nel cinema (girò una quarantina di film) divenne nota per le sue interpretazioni erotiche e le sue numerose scene di nudo; la sua carriera terminò all'inizio degli anni ottanta quando non volle più accettare ruoli erotici e in effetti nel 1983, dopo il suo ultimo film, scomparve di fatto dalle scene.
FILMOGRAFIA POLIZIESCA 
A suon di lupara (1968) di Luigi Petrini 
Blood story (1972) 
La mala ordina (1972) di Fernando Di Leo con Henry Silva
Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile (1972)
La ragazza di via Condotti (1973) 
A pugni nudi (1974)
L'assassino è costretto ad uccidere ancora (Thriller 1975)
La sanguisuga conduce la danza (Thriller 1975) 
Il giustiziere sfida la città (1975) di Umberto Lenzi Nude per l'assassino (Thriller 1975) con Nino Castelnuovo 
Mala, amore e morte (1977)  
Femi Benussi
Florinda Bolkan
Florinda Bolkan pseudonimo di Florinda Soares Bulcão; nasce in Brasile il 15 febbraio 1941. 
Figlia di un deputato e scrittore, che rimasto vedovo decide di risposarsi ma muore poco dopo la sua nascita e la famiglia si trasferisce a Rio de Janeiro. Sono anni molto duri, ma Florinda riesce comunque a conseguire il diploma in lingue. Parla fluentemente l'inglese e il francese e dopo qualche anno viene assunta come hostess dalla compagnia Varig Airlines. Si fidanza con un nobile polacco, ma non ha intenzione di sposarsi, e nel 1963 si trasferisce in Europa, va a vivere a Parigi e frequenta alcuni corsi alla Sorbona. Dopo due anni decide di ritornare in Brasile, ma nel 1967 si reca in Italia e conosce la produttrice Marina Cicogna che le presenta Luchino Visconti: sarà il grande regista a proporle il ruolo che la farà emergere, quello dell'attricetta mantenuta da Helmut Berger nel film "La caduta degli dei"(1969). Non è la sua prima esperienza, poiché negli anni precedenti al loro incontro Florinda è stata diretta da Giuliano Montaldo e Damiano Damiani, ma è grazie a Visconti che viene scritturata per il suo primo ruolo da protagonista in "Metti una sera a cena" (1969) di Giuseppe Patroni Griffi, grazie al quale riceve la targa d'oro alla 14ª edizione dei David di Donatello. Nello stesso anno interpreta Augusta Terzi nel film di Elio Petri "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" al fianco di Gian Maria Volonté e qualche anno dopo riceve il David di Donatello come miglior attrice protagonista (ex aequo con Monica Vitti) per "Anonimo veneziano" di Enrico Maria Salerno (1970). Interpretò da protagonista una quarantina di fim, quasi tutti di grande successo di pybblico e di critica e rimane tra le grandi attrici del cinema italiano.

Anonimo veneziano
Anonimo veneziano è un film diretto da Enrico Maria Salerno, con e Tony Musante.La pellicola segnò l'esordio alla regia di Salerno, grande attore di teatro e popolare personaggio televisivo; uscita in Italia il 30 settembre 1970, riscosse un enorme favore di pubblico, totalizzando il quarto incasso della stagione.


Trama
Enrico è un oboista della Fenice di Veneziache non è riuscito a diventare un grande direttore d'orchestra come sperava. Dopo aver appreso di essere ammalato di un tumore incurabile, decide di invitare a Venezia sua moglie, da cui è separato da anni e con cui ha avuto anche un figlio. All'arrivo della donna, rinuncia a rivelarle di essere malato. Lei, Valeria, acconsente nonostante il timore che la richiesta possa rivelarsi un tentativo di riconciliazione o, peggio, un ricatto nei confronti del suo nuovo compagno di vita, un uomo maturo e benestante di Ferrara con cui lei ha costruito una nuova famiglia: una legge sul divorzio, infatti, non esiste ancora.
Enrico e Valeria trascorrono la giornata girovagando in una Venezia splendida ma profondamente malinconica e decadente e, alternando furiosi alterchi a teneri momenti, rivivono i bei tempi passati insieme. Lei capisce di amare ancora Enrico e quando questi le confida di essere ammalato e di avere ancora poco da vivere, Valeria gli si concede un'ultima volta, nella consapevolezza che oramai è troppo tardi per tornare indietro e cambiare il corso delle loro vite. Alla fine del film, quando termina la giornata, i due si congedano consci che non ci saranno altre occasioni per rivedersi. Mentre lei si allontana di corsa e in lacrime dalla chiesa sconsacrata trasformata in studio di registrazione, Enrico dirige con passione un'orchestra di studenti nel concerto di un "anonimo" autore di origine veneziana che diventa così colonna sonora del finale. Una colonna sonora indimenticabile.

I premi del film  (1971)
David di Donatello Migliore attrice protagonista 1971: Florinda Bolkan
David di Donatello Speciale 1971: Enrico Maria Salerno
Nastro d'argento 1971
Nastro d'argento Migliore fotografia a colori
Nastro d'argentoalla migliore colonna sonora a Stelvio Cipriani
Nomination  Miglior Regista a Enrico Maria Salerno 
Nomination  Miglior Soggetto a Enrico Maria Salerno
Nomination  Miglior Sceneggiatura  a Enrico Maria Salerno e Giuseppe Berto
Grolla d'oro 1971
Nomination Grolla d'oro Migliore attrice protagonista 1971 a Florinda Bolkan 

Florinda Bolkan
Il suo fascino sensuale e la sua bellezza particolare - alta, longilinea, viso spigoloso - la sua immagine di donna 'moderna', indipendente, volitiva la rendono adatta a ruoli di primissimo piano, che rimangono impressi nella mente dello spettatore come la torbida Carol Hammond in "Una lucertola con la pelle di donna" (1971) o quello della povera 'maciara' in "Non si sevizia un paperino" (1972) entrambi di Lucio Fulci. Il 1973 è l'anno di "Cari genitori" di Enrico Maria Salerno, film per il quale vince il suo secondo David di Donatello come attrice protagonista. Verso la fine degli anni Settanta la sua carriera riceve una battuta d'arresto, poiché decide di ritirarsi a vita privata lontano dai riflettori, la ritroviamo comunque in ruoli secondari ("Acqua e sapone", 1983, di Carlo Verdone o "Legati da tenera amicizia", 1983, di Enrico Maria Salerno). Nel 1984 partecipa alla serie tv "La piovra" e comincia la sua carriera teatrale diretta da Giuseppe Patroni Griffi ("Metti una sera a cena", "Zio Vanja"). Agli inizi degli anni Novanta pubblica il suo libro di cucina "Vi invito a tavola"(Mondadori) e prende parte ad alcune serie per la televisione. Nel 2000 apre la sua casa di produzione, la "Florinda Bolkan Produçoes" e si cimenta nella regia con "Eu nao conhecia Tururù"(Io non conoscevo Tururù), interamente girato nel Nord-Est del Brasile, sua terra d'origine. 

FILMOGRAFIA POLIZIESCA 
Un detective (Macchie di belletto) (1969) di Romolo Guerrieri con Franco Nero, D. Boccardo
Gli intoccabili (1969) di Giuliano Montaldo
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1969) di Elio Petri con Gian M. Volontè
E venne il giorno dei limoni neri (1970) con Antonio Sabàto
Una lucertola con la pelle di donna (Thriller 1971) di Lucio Fulci
Non si sevizia un paperino (Thriller 1972) di Lucio Fulci
Un uomo da rispettare (1973) con Giuliano Gemma, Kirk Douglas
La settima donna (1978) di Franco Prosperi con Ray Lovelock
Florinda Bolkan
Françoise Fabian
Françoise Fabian, nata Michèle Cortes de Leone y Fabianera nasce ad Algeri il 10 maggio 1933.
Padre spagnolo e madre francese, iniziò la sua carriera artistica al conservatorio musicale di Algeri diplomandosi in pianoforte. Negli anni cinquanta si trasferì a Parigi per frequentare l'Accademia di arte drammatica della capitale francese. Il debutto su un palcoscenico teatrale risale al 1954 con la rappresentazione Le Pirate. Nel 1956 affrontò la sua prima prova cinematografica in Mademoiselle Pigalle (Cette sacrée gamine) diretta da Michel Boisrond.

Nel 1957 sposò il regista Jacques Becker, deceduto nel 1960, quindi nel 1963 si unì in matrimonio all'attore Marcel Bozzuffi col quale è rimasta legata fino alla sua scomparsa. Negli anni settanta diventa una presenza abituale in molti films della cosiddetta commedia all'italiana, distinguendosi per garbo interpretativo e fascino discreto.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA 
L'uomo venuto da Chicago (1970)
Torino nera (1972) di Carlo Lizzani
Così bello, così corrotto, così conteso (1973)
Perché si uccide un magistrato (1974) di Damiano Damiani con Franco Nero
Un uomo una città (1974) di Romolo Guerrieri con Enrico Maria Salerno  
Françoise Fabian
Gabriella Giorgelli
Gabriella Giorgelli, talvolta accreditata come Gabriella George, nasce a Carrara il 29 luglio 1941. Si mette in mostra nel mondo dello spettacolo dopo essere stata finalista nell'edizione del 1961 di Miss Italia  e poi protagonista di cronache rosa. Il carattere determinato le consente di apparire, prima come comparsa e poi in ruoli più rilevanti, seppure sempre secondari, in molti film (circa 70). Recita anche in qualche pellicola d'autore ma dalla seconda metà degli anni sessanta in poi la sua carriera vira verso il film di genere poliziottesco, spaghetti western e la commedia erotica italiana,  con sporadiche apparizioni in film rilevanti.

FILMOGRAFIA POLIZIESCA 
La polizia brancola nel buio (1972) di Pasquale Elio Palumbo
La polizia è al servizio del cittadino? (1973) di Romolo Guerrieri con Enrico Maria Salerno
Il bestione (1974) di Sergio Corbucci con Giancarlo Giannini 
Il cinico, l'infame, il violento (1977) di Umberto Lenzi con Maurizio Merli, Tomas Milian
Bersaglio altezza uomo (1979) con Luc Merenda 
Delitto sull'autostrada (1982) di Bruno Corbucci   
Gabriella Giorgelli
Gabriella Lepori
commedia erotic
   


 
           


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