FILMOGRAFIA DEL THRILLING ITALIANO - 225 FILM

IL THRILLING ITALIANO
225 film

Nel 1963, Mario Bava porta sugli schermi il film "La ragazza che sapeva troppo", interpretato da Valentina Cortese e John Saxon, la storia, macabra e lievemente ironica, narra di un personaggio contorto e spaventoso che semina orrore e morte per le strade di Roma. il film è considerato il primo del genere, quello che ha aperto la strada ad altri registi e pellicole simili. Sino ad allora infatti i film del brivido erano resi più onirici e inverosimili, grazie all'ausilio di ambientazioni gotiche od in costume, in modo da creare una sorta di distacco emotivo tra la vicenda e lo spettatore.
Nel 1964 sempre per la regia di Bava, esce "Sei donne per l'assassino" in cui si delineano definitivamente quelli che saranno i tratti caratteristici del genere:l'assassino estito con un impermeabile scuro, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, scene dei delitti diversificate e particolarmente elaborate e cruente (celebre quella in cui il cui viso della vittima viene ripetutamente premuto contro una stufa incandescente), le musiche ossessive e anche un pizzico di nudità, tipica degli anni a venire. Sul finire degli anni sessanta e l'inizio dei settanta nasce un nuovo sotto-genere, il giallo erotico, nel quale vi è una maggiore attenzione per le parti erotiche della vicenda, definito dal regista Umberto Lenzi "Thriller dei quartieri alti"

Durante gli anni settanta, la rappresentazione formale e la narrazione delle pellicole di questo genere si infittiscono di delitti sempre più feroci e di forte impatto visivo: è questo il periodo di massima espressione del thriller all'italiana.
Fra il 1970 ed il 1971 escono tre film di Dario Argento che consacrano definitivamente questo genere: L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio. Utilizzando la stessa formula di Bava, ma rimodernandone tecnica e stile, il regista riscuote un enorme successo, soprattutto negli Stati Uniti, favorendo in patria (e non solo) un prolifico fenomeno d'imitazione, ovvero un nuovo filone di gialli/thriller dai connotati strettamente legati al modello argentiano. Rispetto ai precedenti film si privilegiò l'elaborata e coreografica messinscena dei delitti, con un maggior ricorso agli effetti speciali, fino ad allora ben poco utilizzati, e vere e proprie invenzioni che avrebbero dettato scuola nella specialità. Ben presto questo sotto-genere di film assume la denominazione di thrilling, dal verbo thrill (letteralmente rabbrividire di emozione), usato qui come sostantivo. Il thrilling assunse una connotazione sempre più violenta ed erotica, specializzandosi soprattutto nella descrizione della figura dell'assassino, non limitandosi al solo aspetto esteriore, ma sviscerando soprattutto la sua psiche. L'intenzione fu quella di far partecipare in qualche modo lo spettatore al delitto, tramite gli occhi stessi dell'omicida, utilizzando a tal fine una tecnica cinematografica abbastanza innovativa per l'epoca, detta soggettiva, in cui la posizione della macchina da presa coincideva con la stessa visuale di chi compie i delitti. L'assassino veniva solitamente rappresentato come uno psicopatico, mentre i protagonisti di questi film non erano il commissario intuitivo od il poliziotto senza paura di turno bensì persone comuni, invischiate loro malgrado negli eventi solo per puro caso. Ed è in questo contesto che la figura dell'omicida divenne protagonista ed icona assoluta del genere, assumendo una tale importanza nel racconto da far passare spesso in secondo piano anche la stessa trama del film.
Oltre ad imitarne il modello nei contenuti, questi nuovi thrilling si rifecero anche nei titoli ai primi film di Dario Argento, portacolori del genere anche all'estero, ha prodotto numerosi film di qualità e facendo affermare definitivamente il genere. Nacquerò così sulla scia de "L'uccello dalle piume di cristallo",  pellicole a titolazione zoonomica.

Nei primi anni settanta si ha un vero e proprio boom del thrilling: solo tra il 1971 ed il 1972 vennero girati e distribuiti nelle sale oltre trenta film appartenenti al filone (anche dei film d'autore che raggiungono o addirittura superano il modello argentiano ), diretti da tutti i maggiori registi italiani del cinema di genere.
Nel 1975 Dario Argento realizza "Profondo rosso" (film che inizialmente avrebbe dovuto avere anch'esso un titolo dal richiamo faunistico ovvero La tigre dai denti a sciabola) che ottiene un grande successo, anche a livello internazionale, ed è considerato da molti critici e dagli stessi fan di questo genere cinematografico come uno dei titoli più riusciti; Profondo rosso è sicuramente, tra tutti i film del filone thrilling, quello più famoso e celebrato, trasmesso molto spesso in televisione ancora oggi. Lucio Fulci, futuro maestro del genere girerà contributi di indubbio valore come l'hitchockiano "Una sull'altra", il violento "Una lucertola con la pelle di donna" e "Non si sevizia un Paperino". Il regista emiliano Pupi Avati dirigerà nel 1976 uno dei più famosi gialli horror italiani, "La casa dalle finestre che ridono". 
Con l'arrivo degli anni ottanta e la nascita negli Stati Uniti di un nuovo modo di fare cinema
thriller e horror, il giall/thriller all'italiana termina, purtroppo, praticamente di esistere.

FILMOGRAFIA THRILLER 

 

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