Anno 1968

1968

Banditi a Milano                                                                       1968
Regia: Carlo Lizzani
Musica: Riz Ortolani
Cast: Gian Maria Volonté, Don Backy,
Tomas Milian, Ray Lovelock, Margaret Lee,
Carla Gravina, Agostina Belli, Piero Mazzarella
Tratta, in particolare, delle imprese banditesche della banda Cavallero che insanguinò le vie di Milano  ad inizio autunno 1967. In particolare il film focalizza la rapina all'agenzia n.11 del Banco di Napoli in largo Zandonai. Il pomeriggio del 25 settembre  di quell'anno, subito dopo la rapina in banca, i banditi seminarono per trenta lunghissimi minuti il terrore e la morte, impegnandosi in scontri a fuoco con le pantere delle poliziaall'inseguimento attraverso le vie della città. Si tratta di uno dei primi poliziotteschi.
Trama:
5 settembre 1967, Milano. Quattro rapinatori escono dal Banco di Napoli di largo Zandonai. La polizia li bracca in un lunghissimo inseguimento-sparatoria che si lascia dietro una scia di sangue innocente. Instant movie girato a ridosso (7 mesi dopo) della cronaca. Frettoloso nell'analisi sociale, sembra appurato che falsifichi i fatti e i personaggi. Nella parte di Pietro Cavallero, capo di una banda sgominata alla fine del 1967 dopo 17 rapine, G. M. Volonté ne mima con bravura la parlata torinese, l'ambiguità, il sarcasmo, l'immaginazione.
Globo d'oro dell'Associazione Stampa Estera e Grolla d'oro
come migliore attore a G. Maria Volonté
Critica:
[...] Critico, storico del cinema, regista di opere sempre interessanti, non sempre riuscite [...], Lizzani ha dimostrato, seguendo i passi di alcuni illustri hollywoodiani come Stevens e Zinnemann, che i registi di severa formazione intellettuale riescono nel film d'azione meglio degli "ingenui". Li arricchiscono infatti dell'aura stregata, della commozione riflessa, della civiltà industriale: in questo film Milano appare infatti come dotata di una dimensione metafisica, doviziosa dell'arcana malinconia dei luoghi gremiti di gente in cui si intrecciano diversi e contraddittori destini. La interpretazione è buonissima: piemontese d'origine, Gianmaria Volontè porta nella figura di Piero la conoscenza dei modi di dire, delle piccole retoriche quotidiane, dei ritegni e delle smorte galanterie della periferia torinese; Don Backy è un complice persuasivo ed incisivo. Ricco di rilievo è Tomas Milian nella parte del commissario; e, al solito, di rotonda efficacia Piero Mazzarella nel ruolo dell'invalido che fu il primo ad indicare e ad acciuffare l'autista della banda. [...] (Pietro Bianchi - Il Giorno - 05/04/1968)
David di Donatello, 1968:
Miglior regista e Miglior produttore.
Nastri d'Argento della SNGCI, 1969:
Vincitore Miglior sceneggiatura.
Agostina Belli e Margaret Lee
Stuntman                                                                                  1968
Regia: Marcello Baldi
Musica: Carlo Rustichelli
Cast: Gina Lollobrigida, Ricky Shayne,
Marisa Mell, Marie Dubois, Mimmo Poli
Trama:
Cascatore professionista vuol cambiare vita. Ci prova prima con una ricca pluridivorziata, poi con zitella, poi incontra Gloria che lo coinvolge in una rapina. Infelice mistura di thriller e commedia, poco interessante e ancor meno credibile. Regia in letargo, efficaci solo le scene da stunt-man.



Gangsters per un massacro                                                1968
Regia: Gianfranco Parolini
Musica: Marcello Giombini
Cast: Tony Kendall, Brad Harris, , Franco Fantasia, Erwin Strahl

 Trama:
A Montreal, durante l'Expo '67, il gangster Arthur Hillary cerca di mettersi in contatto con il fratello Robert, per recuperare tre milioni di dollari in gioielli, frutto di una rapina compiuta anni prima. Sulle sue tracce si mettono la polizia canadese, il capitano Tom Rowland della squadra omicidi di New York e Joe Walker, investigatore privato al servizio di una compagnia assicuratrice. Arthur una volta ritrovato il fratello, che gli somiglia straordinariamente, lo uccide, ne assume l'identità e si installa nella sua casa per costringere la vedova a dargli la chiave della cassetta di sicurezza in cui i gioielli sono custoditi. Ma ecco che Arthur viene trovato ucciso nel suo letto, mentre la chiave finisce prima nelle mani di Joe e poi in quelle di Tom, il quale, innamoratosi della vedova di Robert Hillary, quando i complici di Arthur minacciano di ucciderla, è costretto a consegnare loro i gioielli. Tuttavia nessuno godrà i preziosi, che finiranno invece in fondo ad un fiume, il Lawrence River.
Critica:
Condotto con un ritmo svelto, anche se inizialmente in tono minore, la pellicola prende a poco a poco quota riuscendo a rendere accettabili i luoghi comuni di tale genere di film che la serie di James Bond ha abbondantemente inventato e sfruttato. (Vice - Paese Sera - 04/08/1968)

L'oro di Londra                                                                    1968
Regia: Guglielmo Morandi (Bill Moore)
Musica: John Dull
Cast: John Karlsen, Jean Valmont, Aldo Silvani

Trama:
A Londra nella primavera del 1917, alcuni individui, tutti incensurati e dalle professioni più svariate, si accordano sotto la guida di Ed, personaggio in vista nell'alta società inglese, per organizzare una rapina al furgone che trasporta regolarmente oro zecchino ad alcune fonderie private. La preparazione dell'impresa avviene con minuziosa oculatezza in una lussuosa villa alla periferia di Londra. Al momento opportuno, il colpo viene condotto a buon fine con la massima precisione, senza alcun serio ostacolo; il prezioso carico viene immediatamente fuso e trasformato in una grossa ancora che viene issata su una nave alla fonda del porto ed in procinto di partire. La polizia, tesa affannosamente alla ricerca dei colpevoli, la raggiunge entro le acque territoriali, ma la perquisizione finisce con un nulla di fatto. Mentre tutta la banda si gode tranquillamente la traversata verso Gibilterra, la noncuranza di conoscere i dati del bollettino meteorologico, fa sì che la nave incappi in una spaventosa bufera. Nel tentativo disperato di salvarla, l'ancora viene calata e la catena si spezza. Abbandonata la nave e raggiunta a stento Gibilterra, i rapinatori devono constatare che la nave e l'ancora sono state perdute in un tratto di mare il cui fondale raggiunge la profondità di ottomila metri ed è impossibile recuperarle.


Il giorno della civetta              1968
 Regia: Damiano Damiani
Musica: Giovanni Fusco
Cast: Claudia Cardinale, Franco Nero,
Lee J. Cobb, Serge Reggiani

Trama:
Un modesto imprenditore edile, Colasberna, viene ucciso nei pressi di un casolare isolato, in cui vivono Rosa Nicolosi, il marito e la loro figlioletta.
Parrinieddu, confidente dei carabinieri, fa intuire al capitano Bellodi, che conduce le indagini, che Rosa sa più di quanto dica. Con un abile trucco, egli riesce a strappare alla donna il nome di Zecchinetta, che è certo quello dell'assassino. Mentre promette a Rosa di far ricerche per ritrovarle il marito, misteriosamente scomparso, Bellodi arresta Zecchinetta, gettando lo scompiglio tra i "maggiorenti" della mafia, i quali, capeggiati da Don Mariano Arena, imbastiscono una manovra per far credere che Colasberna sia stato ucciso per motivi d'onore dallo stesso marito di Rosa. In un successivo incontro, Parrinieddu confida a Bellodi che il fucile con cui Zecchinetta ha ucciso Colasberna si trova in casa di Don Mariano. E' la verità, e Don Mariano finisce in prigione. Intanto, la pressione mafiosa, soprattutto su Rosa, cresce e Bellodi capisce che è necessario ritrovare il marito di Rosa, per far cadere l'ipotesi del delitto passionale. Un'informazione gli fa ritenere che l'uomo sia stato ucciso e sia sepolto sotto il manto di catrame di una strada in costruzione. Si scava, il morto c'è, ma è Parrinieddu. Don Mariano e Zecchinetta, rimessi in libertà, camminano trionfanti per le strade del paese, mentre Bellodi viene trasferito ad altra sede.
Franco Nero in una scena del film
Critica:
Nel film risalta in maniera particolare l'atmosfera di omertà esistente nel paese e la corruzione diffusa in tutti gli ambienti: politico, giudiziario, ecclesiastico. Ottima la sceneggiatura (di Ugo Pirro e dello stesso Damiani), che sposta eccellentemente l'azione dall'immediato dopoguerra (dove la poneva Sciascia) all'attualità di allora. Ottimi gli attori, a partire dai comprimari Tano Cimarosa e Serge Reggiani, convincente Franco Nero (premiato col David) in una delle sue parti migliori, nel dare al Capitano Bellodi il volto pulito del funzionario dello Stato che ancora crede nei valori della Giustizia; ma superlativi sono Claudia Cardinale (anch'essa premiata) e Lee J. Cobb: solare e sensuale come non mai la prima, mafioso perfetto il secondo.
Claudia Cardinale: solare e sensuale come non mai
David di Donatello 1968: miglior produttore
miglior regia: Damiano Damiani
David di Donatello 1968:
migliore attrice protagonista: Claudia Cardinale
miglior attore protagonista: Franco Nero
Targa d'oro a Damiano Damiani

Sequestro di persona                                                                 1968
Regia: Gianfranco Mingozzi
Musica: Riz Ortolani
Cast: Franco Nero. Charlotte Rampling, Frank Wolff

Trama:
In Sardegna il giovane Francesco viene sequestrato dai banditi. Una sua amica, Cristina, assiste impotente al sequestro e corre ad avvertire i familiari. Gavino, amico dei due, le raccomanda di non parlare alla polizia, ma la ragazza denuncia il fatto e questa si mette alla ricerca del giovane rapito. In uno scontro a fuoco, tra banditi e polizia, Francesco viene ucciso, ma i banditi ne nascondono il corpo. Il padre di Francesco allora offre ad Osilo, ricco possidente, le sue terre, per avere il denaro per pagare il riscatto del figlio. Gavino intanto riuscito a farsi sequestrare dai banditi, cerca di convincere costoro che il loro capo li tradisce e li sfrutta; essi allora glielo consegnano: è Osilo. Questi riesce a fuggire ma viene raggiunto dai genitori di Francesco e Gavino. Per Osilo non c'è scampo: i due uomini insieme a Gavino si faranno giustizia da soli.
Critica:
Gianfranco Mingozzi è un nome già noto agli appassionati di cinema: autore di eccellenti documenti (Con il cuore fermo, Sicilia vinse il Leone d’oro a Venezia nei 65), di un saggio fumato su Antonioni, di un
Charlotte Rampling

discusso film sperimentale presentato l’anno scorso a Cannes (Trio). Sequestro di persona segna l’esordio di Mingozzi, ma non la sua integrazione, nel cinema di normale consumo. Partendo da un solido copione di Ugo Pirro, che poteva suggerire una realizzazione tradizionale tipo Il giorno della civetta, il giovane regista l’ha risolto alla sua maniera: interiorizzando l’esperienza dei personaggi, affidandosi a una narrazione spesso allusiva e indiretta, giocando più sulle ellissi che sui toni scoperti. È uno stile che rischia di scavalcare qualche indispensabile nesso logico, ma che si adatta a un argomento per alcuni aspetti indecifrabile come il banditismo sardo. Il film propone un referto a spirale: dall’antica vendetta del singolo, origine del banditismo pastorale, al racket organizzato intorno alle nuove fonti di ricchezza che sono le terre a mare, e di nuovo alla vendetta del singolo. Un giro vizioso nel quale sono impigliati tutti i personaggi, un mostruoso condizionamento che Mingozzi denuncia con fermezza. Per rompere la situazione non c’è che il rifiuto globale: i tabù criminali dell’isola. «Voglio scendere!» grida la ragazza nel finale; ed è in fondo la scelta di quella famiglia di Ozieri che in questi giorni, con una lettera da mettere nelle antologie scolastiche, ha rifiutato di pagare il riscatto per un sequestrato.
Da Tullio Kezich, Il Mille film. Dieci anni al cinema 1967-1977, Edizioni Il Formichiere


Scacco alla mafia                                         1968
Regia: Lorenzo Sabatini (Warren Kiefer)
Musica: Stefano Torossi
Cast: Pier Paolo Capponi, Maria Pia Conte, Micaela Pignatelli,
Victor Spinetti, Carmen Scarpitta

Trama:
Sbarcata all'aeroporto di Fiumicino, una giovane morfinomane (Susan) dovrebbe consegnare della droga a due mafiosi (all'aeroporto c'è anche la poli
zia per sorprenderla con le mani nel sacco). La ragazza riesce invece a consegnare la droga alla sua complice Kiki. L'organizzazione a cui è stata sottratta la droga invia, da New York in Italia, un suo uomo. Dagli States proviene anche un agente, con l'incarico di neutralizzare l'organizzazione: fine ottenuto, ma dopo l'uccisione di Kiki, Susan, l'uomo dell'organizzazione e altri.
Poliziesco piuttosto scontato.

Un corpo caldo per l'inferno                                                    1968
Regia: Franco Montemurro
Musica: Angelo Francesco Lavagnino
Cast: Krista Nell, Jean Valmont, Tor Altmayer

Krista Nell
Trama:
Charles Clancy detto Dedé, dopo aver rapinato, con due banditi, Louis e Robert, duecentodieci milioni in preziosi nella gioielleria Le Clerc a Ginevra, si mette in contatto con il ricettatore Marcel Mauriac - proprietario di un night - il quale gli dà appuntamento a Tunisi. Recatosi sul luogo dell'incontro Mauriac trova Dedé ormai cadavere. Certi che a ucciderlo sia stato lui, per impadronirsi dei gioielli, Robert e Louis gli tendono una trappola, servendosi di Greta Nilsen alla quale affidano il compito di ritrovare i preziosi. Marcel si innamora di Greta che va ad abitare con lui. Poiché, la donna non riesce a ritrovare i gioielli, Robert e Louis aggrediscono Marcel, picchiandolo selvaggiamente. La polizia guidata dal commissario Borlay, che teneva sotto sorveglianza la casa di Mauriac, li insegue: Louis si spaventa e Robert lo ammazza, gettandone il cadavere in mezzo alla strada, riuscendo nel contempo a bloccare l'inseguimento.
Successivamente Robert cerca di convincere Greta a fuggire con lui, ma, al suo rifiuto, la uccide. Poco dopo, durante un incontro di Robert con Marcel in una casa abbandonata, la polizia interviene, ordinando loro di arrendersi. Ha luogo uno scontro a fuoco, e Robert muore mentre Marcel, riuscito contemporaneamente a fuggire, viene catturato all'interno del suo night. In un colloquio con Le Clerc, il commissario, fa credere al gioielliere che, nonostante l'arresto di Marcel e la morte di tutti i banditi che avevano preso parte alla rapina, il caso non può ancora considerarsi chiuso. In particolare Borlay fa credere a Le Clerc che Greta sia ancora viva, e in grado di fornire una preziosa testimonianza sui fatti accaduti. E' una trappola nella quale Le Clerc, che aveva organizzato la rapina, cade con facilità, consentendo al commissario di smascherarlo e arrestarlo.

Tutto sul rosso                                                                           1968
Regia: Aldo Florio
Musica: Franco Salina
Cast: Gordon Mitchell, Piero Lulli, Brett Halsey, Barbara Zimmermann, Gianni Solaro

Trama:
Un biscazziere di frodo allestisce, con l'aiuto di due complici, una roulette truccata, con la quale accumula denaro a palate, finché le rivalità scoppiate fra i tre e l'intrusione di spietati concorrenti provocano una strage. Alla polizia, intervenuta tardivamente, non resta che prenderne atto.



Quella carogna dell'ispettore Sterling                                    1968
Regia: Alfonso Brescia (Al Brady)
Musica: Robby Poitevin
Cast: Henry Silva, Beba Loncar, Charles Palmer

Trama:
L'ispettore Sterling, al quale una banda di rapinatori ha assassinato un figlio, è ingiustamente accusato dell'uccisione di un teste. Deciso a provare la propria innocenza egli cerca di scovare ad ogni costo coloro che hanno imbastito contro di lui questa diabolica montatura che gli è costata la sua espulsione dalla polizia. Poliziottesco all'italiana reazionario e trucido con la regia di Paolo Emilio Miraglia, alias Hal Brady.

 Critica:
Quando Henry Silva sorride, gli si apre una ferita. Caratterista americano della categoria "hard-boiled" (press'a poco: duri da cuocere), specialista in parti criminali, è stato promosso protagonista in questo film italiano, diretto da Hal Brady (Alfonso Brescia), girato in esterni a San Francisco di cui s'è sfruttato a josa il pittoresco. [...] Prodotto d'imitazione come il 50 per cento dell'attuale cinema italiano, è uno di quei film davanti ai quali occorrerebbe togliersi il cappello ogni dieci minuti: per salutare gli imprestiti, gli echi, i plagi. [...]
Oltre alla decorativa Beba Loncar, c'è Keenan Wynn, caratterista bravissimo.
Vice - Il Giorno - 01/06/1968


I diamanti che nessuno voleva rubare                                     1968
Regia: Gino Mangini
Musica: Carlo Rustichelli
Cast: John Elliot, Aldo Giuffré, Salvo Randone, Jeanne Valerie, Mario Brega

Trama:
Spiros, un vecchio usuraio paralitico, convoca nella sua casa di Roma cinque malviventi di diversa nazionalità per mettere in atto un grosso colpo ai danni di una gioielleria. Il colpo, studiato da Spiros in ogni dettaglio, è realizzato con estrema facilità dai cinque banditi, i quali, però, non volendo sottostare alle condizioni imposte dal loro ispiratore, non esitano a ucciderlo. A loro volta, essi vengono sterminati a colpi di mitra da una fedelissima amica di Spiros, mentre un'altra banda di malviventi, che era riuscita ad impossessarsi dei gioielli rubati, finisce ben presto nelle mani della polizia. Soltanto uno dei banditi, Fangio, riesce a sottrarsi alla cattura, fuggendo a bordo di un aereo alla volta della Svizzera, in compagnia di Ursula, la bella segretaria di Spiros, della quale si era innamorato durante la fase preparatoria del colpo. 
            

I bastardi                                                                                    1968
Regia: Duccio Tessari
Musica: Michel magne Kohout
Cast: Rita Hayworth, Giuliano Gemma, Klaus Kinski, Claudine Auger,
Margaret Lee, Serge Marquand

Trama:
Jason e Adam, due fratellastri, mantengono la loro madre Martha, che è perennemente ubriaca. Essi sono dei gangster e Adam è il capo della banda. Jason un giorno ruba dei gioielli e fugge con Karin, la sua amica. Ma Adam, che non vuol perdere quel tesoro, insegue il fratello e raggiuntolo, dopo averlo fatto picchiare dai suoi uomini, minaccia di violentare Karin se non gli rivela il nascondiglio dei gioielli: Jason cede. Prima di andar via con Karin che fa il suo gioco, Adam fa tagliare i nervi della mano destra a Jason per paura della sua vendetta. Questi viene raccolto da una ragazza, Barbara, padrona di una fattoria, che lo cura e che diventa sua amante. Ma Jason pensa alla vendetta e, dopo aver fatto un grosso colpo ad una banca giocando il fratello e la sua banda, riesce a trovare il nascondiglio di Adam. Rivede Karin e credendo alle sue parole di pentimento le dice che il giorno dopo andrà dal fratello per ucciderlo. Mentre Karin avverte Adam, all'improvviso una violenta scossa di terremoto distrugge la cittadina. Jason corre alla casa di Adam dove trova Karin morta; ma Adam è ancora vivo: lo libera dalle macerie e lo uccide con la pistola. Successivamente anche Jason viene ucciso dalla madre giunta ivi alla notizia del disastro.

Claudine Auger
Critica:
[...] Dopo i massacri dei film western, Gemma - nei panni di uno spietato e infantile gangster - prosegue la sua strada di killer instancabile e gli va dato del suo sforzo di arricchire la sua gamma di espressioni. D'altra parte il tono della sanguinosa vicenda in cui è impegnato, non richiede in verità grandi doti interpretative. Gli sono accanto, con buoni risultati, la conturbante Margaret Lee e la feroce maschera di Klaus Kinski. Gli altri interpreti sono Claudine Auger e Rita Hayworth. Il regista Duccio Tessari tenta di rendere accettabile la pellicola ricorrendo alla suggestione degli ambienti, degli effetti fotografici e sonori.
Vice - Il Messaggero - 03/11/1968


Comandamenti per un gangster                                              1968
Regia: Alfio Caltabiano
Musica: Ennio Morricone
Cast: Ljuba Tadic, Al Northon, Dante Maggio, Rade Markovic, Nik Ballantine

Trama:
Northon, un gangster ritiratosi dagli affari, vuole vendicare la morte di sua sorella Helen, sposata a Frank Cline, scomparso durante il trasporto, via mare, di due milioni di dollari in oro, appartenenti all' "Organizzazione", della malavita. Per riuscire nel suo intento, Northon si allea con "5 cents" - un messicano - e affronta, con relativo successo, la lotta che gli muovono "Il Santo" e la sua banda. Successivamente recupera l'oro dall'imbarcazione affondata e scopre a bordo della medesima, il cadavere di Frank Cline. "Il Santo" interviene, deciso a uccidere Northon e "5 cents" e a impadronirsi dell'oro: ma il tentativo fallisce. Poiché Northon tra i sicari de "Il Santo", trova il responsabile della morte di Helen, lo uccide. Compiuta la sua vendetta, il gangster rinuncia, in favore di "5 cents", alla sua parte dell'oro ritrovato.
Critica:
Di intonazione spiccatamente drammatica questo film narra di un ex affiliato ad una potente organizzazione a delinquere operante su basi internazionali, che fa in mondo di rientrare nei ranghi al solo scopo di vendicare l’uccisione della sorella […]. Questa la traccia sulla quale si snoda la complessa trama, ben sceneggiata con l’apporto dello stesso produttore Salvatore Argento, che il regista Alfio Caltabiano ha abilmente tradotto sul filo di un suspense che si rivela costante, sfruttando con genialità i non pochi colpi di scena e conferendo ai personaggi una efficace caratterizzazione. Ma non è tutto poiché alla riuscita del lavoro, abbastanza spettacolare per quanto riguarda le sequenze impostate sulla più selvaggia brutalità, giovano un ritmo notevolissimo e la stessa ambientazione che si rivela, sovente, suggestiva. Un film insomma impostato e realizzato con intelligenza e tale da risultare non soltanto avvincente ma anche interessante sotto il profilo tecnico. (Vice - Il Messaggero - 07/06/1968)

Gangsters '70                                                                             1968
Regia: Mino Guerrini
Musica: Egisto Macchi
Cast: Joseph Cotten, Giulio Brogi, Franca Polesello, Giampiero Albertini, Claudio Biava
Trama:
Il vecchio Destin, uscito di carcere, vuol fare un ultimo colpo rubando una valigetta di diamanti. Raccoglie intorno a sé alcuni uomini, fra cui un ex campione di tiro alla carabina. Nella banda viene costretta ad entrare anche un'aspirante attrice che aveva tentato il suicidio. Messo a punto il piano essi attendono in una villa appartata l'informazione sulla spedizione dei brillanti. Giunto il momento essi partono: l'aereo su cui è il bottino viene fatto scendere a Roma per un rumore sospetto che fa temere la presenza di una bomba; si tratta in effetti di uno strumento postovi da un complice. Vestiti da poliziotti, gli uomini della banda, aiutati dalla ragazza, vestita da hostess, riescono ad impossessarsi della preziosa valigetta e fuggono. Giunti nella loro casa vengono assaliti da alcuni elementi di un'altra banda, che ha atteso che il colpo fosse stato compiuto. Ma, sorta una battaglia, gli intrusi vengono uccisi mentre della banda rimangono vivi l'ex campione e la ragazza. Essi fuggono verso il confine orientale ma, a pochi chilometri da esso, l'uomo lascia la donna e passa in Iugoslavia. Qui, stanco, cade disperdendo i diamanti.
Critica:
Affievolitosi l'entusiasmo del pubblico per le imprese di Bond e dei suoi imitatori anglo-latini, il cinema sembra tornare, con ravvivato interesse, sulle storie dei gangsters, sulla scia degli anni ruggenti o traendo spunti dal filone della cronaca. [...] Entro quest'ambito si colloca il film narrato con puntuale progressione drammatica dal regista Mino Guerrini. [...] Teatro della vicenda, Roma, sottratta finalmente alla caramellosità di conio turistico e alla volgarità troppe volte sottolineata dalla macchina da presa. L'azione è ricca di mordente, l'atmosfera arroventata ma vera, i personaggi sono colti nella vasta gamma dei loro sentimenti. Esemplare la interpretazione di Joseph Cotten.

A qualsiasi prezzo                                                                     1968
Regia: Emilio P. Miraglia
Musica: Luis Enriquez Bacalov
Cast: Klaus Kinski, Walter Pidgeon, Ira Furstenberg, Tino Carraro, Corrado Olmi
Trama:
Il professor Herbert Cummings, studioso illustre di cose vaticane, ha appena finito di scrivere una monografia sul tesoro di San Pietro dopo quattro anni di studi e di ricerche pazienti. Consegnata copia del volume al Pontefice, chiede al cardinal Masoli, sovrintendente del tesoro stesso, un periodo di riposo prima di riprendere altri studi. Congedato con il regalo di una preziosa moneta, il professore ingaggia, con l'aiuto di un enigmatico cameriere-autista, quattro individui della malavita internazionale e con loro, dopo di aver dimostrato di conoscere alla perfezione il passato dei singoli e l'attuale necessità di danaro, organizza una rapina perfetta che li deve portare al furto del favoloso tesoro di San Pietro, di cui il professore è perfetto conoscitore. Durante l'organizzazione della rapina i complici scoprono che il professore è completamente cieco ma questo fatto aumenta, in un certo senso, la loro fiducia in lui proprio in considerazione della straordinaria sua conoscenza dei luoghi e della sua sicurezza nell'affrontare le più difficili situazioni. La rapina avviene con precisione cronometrica su due fronti: il professore ruba il vero tesoro ed i complici, con acrobatiche imprese, lo sostituiscono nella cassaforte con le copie esposte nelle bacheche. Nel diabolico piano del professore c'è anche l'eliminazione di tutti i complici, ivi compreso il cameriere-autista che ha ingaggiato gli specialisti per l'effettuazione del colpo. Anche quest'ultimo proposito si verifica puntualmente ma due complici riescono a sfuggire al tranello. Anche il professore si tradisce perdendo, nell'effettuazione del colpo, la moneta preziosa avuta in regalo dal cardinal Masoli. Quando i due raggiungeranno il professore per pretendere la parte che loro spetta dei bottino, incapperanno nelle mani dell'Interpol, che ha già catturato anche il professore.
Critica:
A qualsiasi prezzo è un] film che, pur ricalcando un tema già ampiamente sfruttato, non manca di buoni motivi d’interesse. La trama infatti è articolata con notevole originalità – soprattutto per quanto riguarda la sorprendente conclusione – e con un buon grado di suspense, elemento questi che Emilio Miraglia ha convenientemente sfruttato riuscendo a dare alla pellicola un valido contenuto. (Vice - Il Messaggero - 24/05/1969)

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